Del Re (Firenze Democratica): “Stadio Franchi: si lavorerà al buio, e ancora senza badge elettronico per gli operai. E al buio si brancola anche sul project”
4 Maggio 2026
3 minuti, 6 secondi
Descrizione
Queste le dichiarazioni della capogruppo di Firenze Democratica, Cecilia Del Re, in esito al question time odierno sul cantiere allo stadio Franchi:
“A fronte della notizia dell’allungamento dei lavori all’interno del cantiere dello stadio Franchi fino alle ore 22, siamo tornati oggi in aula con un question sul tema sicurezza del cantiere, dopo che in commissione lavoro, lo scorso 25 novembre 2025, proprio quando era in esame un nostro atto sul tema della sicurezza sui luoghi di lavoro, i sindacati avevano denunciato la mancata applicazione del protocollo sul ‘cantiere trasparente’ nel principale cantiere pubblico gestito dall’amministrazione comunale, ovvero quello dello Stadio Artemio Franchi.
Alla nostra domanda se a tale carenza era stato posto rimedio, la giunta ha risposto che lo scorso 27 febbraio è stato sottoscritto un protocollo operativo tra tutte le parti in causa per dare il via all’applicazione delle misure di sicurezza richieste dal ‘cantiere trasparente’. Di fatto, però, ancora oggi non è attivo il badge elettronico per l’ingresso degli addetti al cantiere, e questo ci preoccupa a fronte anche del prolungamento in orario notturno delle lavorazioni.
E al buio, poi, l’amministrazione pare brancolare anche a fronte della manifestazione di interesse resa pubblica dalla Fiorentina, che limita a 55 milioni di euro il proprio contributo sul secondo lotto di lavori (su un importo complessivo dei medesimi che, ad oggi, ha già raggiunto i 270 milioni di euro; 150 milioni per il primo lotto e 120 milioni per il secondo, come da risposta ad interrogazioni ricevute). Abbiamo infatti oggi chiesto alla giunta se ritenesse compatibile con la normativa sul project financing un modello in cui il privato contribuisce con circa un quinto (o anche un quarto) dell’investimento complessivo, mentre il pubblico sostiene la parte largamente
maggioritaria, così come se ritenesse sostenibile una concessione di durata
estremamente lunga (50 -
60 anni) a fronte di un investimento privato minoritario, ma la Giunta si è trincerata dietro un “approfondiremo tutte le normative sul project financing e la relativa giurisprudenza”.
Aspetteremo dunque aggiornamenti in merito, anche se era l’amministrazione, nella primavera del 2024, a dover aspettare prima di iniziare i lavori senza avere certezza sulle risorse che poteva impiegare per terminare l’opera, interloquendo allora col privato per fare un project a regola d’arte, come da più parti veniva invocato. Ma il desiderio di rivendicare di aver messo la prima pietra era troppo forte per sindaco uscente e candidato sindaca, e dunque non si poteva attendere. Con buona pace anche del ‘decreto periferie’ con risorse che potevano essere impiegate dai comuni dell’area metropolitana. Sappiamo che così non è andata, e continueremo tifare perché lo stadio venga finito; ma vigileremo sul quando e soprattutto sul come, non solo perché in questo caso di mezzo ci sono risorse pubbliche, ma anche perché eventuali illegittimità e contestazioni andrebbero a danno di tutti, amministrazione, società e della città di Firenze”. (s.spa.)

