Descrizione
«Il fiume Arno non può trasformarsi in uno spazio di sfruttamento turistico privo di regole». Parte da qui la domanda di attualità presentata in Consiglio comunale dal capogruppo M5S Lorenzo Masi, che accende i riflettori sull’aumento delle attività lungo il tratto urbano del fiume.
Negli ultimi mesi si è registrata una crescita significativa di imbarcazioni – tra barconi, gommoni e canoe – con conseguenti criticità in termini di sicurezza e gestione dei flussi, in un contesto privo di una disciplina organica.
«Il tema è complesso», ha spiegato l’assessore Vicini, ricordando come sull’Arno si sovrappongano competenze diverse, dall’Autorità di bacino alla Regione fino alla Protezione civile. «Nessuna di queste attività è in possesso di licenze rilasciate dal Comune di Firenze», ha precisato, sottolineando che Palazzo Vecchio non è il soggetto gestore diretto dell’infrastruttura.
Proprio questo, da un lato, spiega l’assenza di una regolamentazione comunale specifica; dall’altro, però, l’aumento degli operatori rende sempre più evidente la necessità di intervenire. Per questo l’Amministrazione sta valutando la possibilità di introdurre una disciplina, nel rispetto delle competenze sovracomunali, in particolare sugli aspetti legati alla somministrazione e alla promozione turistica.
Ma per Masi il nodo resta aperto. «Oggi sull’Arno operano attività anche con somministrazione di cibo, mentre in città si introducono limiti sempre più stringenti», osserva. «Non è un problema di mancato rispetto delle regole, ma del fatto che quelle regole non esistono».
Da qui la richiesta: «Serve che il Comune si faccia capofila e apra un tavolo con gli altri enti per arrivare a una regolamentazione della navigazione entro questa consiliatura. L’Arno è un bene pubblico e va tutelato rispetto a una pressione turistica crescente». (s.spa.)

