Diritti umani e pace in Medio Oriente: la Commissione 7 prosegue l’impegno per la tutela dei detenuti e il sostegno al percorso di pace
28 Gennaio 2026
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Descrizione
La Commissione 7 (Pari Opportunità, Pace, Diritti Umani), presieduta da Stefania Collesei, ha approvato oggi nuovi atti di indirizzo riguardanti la crisi in Medio Oriente. La seduta si pone in ideale continuità con il lavoro della scorsa settimana, quando la Commissione aveva già espresso ferma condanna contro la detenzione arbitraria del personale sanitario a Gaza e approvato una risoluzione per il rispetto del diritto internazionale, ribadendo la vocazione di Firenze come città operatrice di pace nel solco della "diplomazia delle città".
In questo percorso si inserisce l’approvazione della Risoluzione n. 1662-2025, presentata dalla Presidente Collesei insieme ai consiglieri Luca Milani, Renzo Pampaloni, Andrea Ciulli e Caterina Arciprete e Giovanni Graziani. L’atto sollecita un intervento europeo per porre fine alle detenzioni arbitrarie e garantire la protezione dei prigionieri più vulnerabili, a partire dai minori, sottolineando come la tutela della dignità umana sia un pilastro imprescindibile per qualunque prospettiva di convivenza.
Particolare rilevanza assume la risoluzione dedicata alla figura di Marwan Barghouti. La Commissione ha inquadrato la richiesta per la sua liberazione come una scelta politica necessaria per dare forza e concretezza a soluzioni che portino finalmente alla nascita di uno Stato della Palestina. In una fase in cui la tregua attuale deve evolvere, la questione centrale diventa il riconoscimento dello Stato palestinese, un obiettivo che richiede di avere al tavolo delle trattative una figura di riferimento che sia realmente credibile e riconosciuta dal popolo palestinese.
Su questo tema, la Commissione ha raggiunto una significativa convergenza politica: il proponente della mozione sulla cittadinanza onoraria, il consigliere Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune), ha infatti condiviso la versione emendata proposta dalla maggioranza, permettendo così l’approvazione di un testo unitario. L'atto, così riformulato, trasforma la richiesta di cittadinanza in un’adesione congiunta all’appello per la liberazione di Barghouti e dei prigionieri politici, qualificandola come una precondizione politica indispensabile per la ripresa dei negoziati.
Il cardine di questa figura risiede nella sua capacità di essere unificatrice; l'atto richiama infatti il "Documento dei Prigionieri" del 2006, di cui Barghouti fu il principale promotore. Tale testo, sottoscritto dai leader di diverse fazioni detenuti nelle carceri israeliane – tra cui Fatah e Hamas – ha rappresentato un momento fondamentale di unità nazionale e di riconoscimento della soluzione a "Due Stati", offrendo una piattaforma politica condivisa per la fine del conflitto. In questo momento cruciale, la sua libertà emerge come una condizione rilevante per garantire al popolo palestinese quella rappresentanza necessaria a consolidare un percorso affinché, insieme ad Israele, anche la Palestina possa avere un proprio Stato.
“Con il voto di oggi – ha dichiarato la Presidente Stefania Collesei – Firenze rafforza il percorso iniziato nelle scorse sedute, passando dalla denuncia delle violazioni dei diritti umani alla proposta di passaggi politici cruciali. Il raggiungimento di una convergenza sul testo proposto dalla maggioranza dimostra la volontà comune di chiedere alle istituzioni internazionali di agire affinché la questione dei prigionieri politici, e in particolare il futuro di Marwan Barghouti, diventi parte integrante dell'agenda diplomatica per dare una guida riconosciuta al percorso verso il pieno riconoscimento dello Stato della Palestina”. (s.spa.)

