Del Re (Firenze Democratica): “Porto Leopoldino, tre anni andati tra annunci e ritardi di lavori mai partiti e finiti nel dimenticatoio”
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23 Febbraio 2026
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“Oggi ho presentato una domanda in Giunta sullo stato del progetto di recupero del Porto Leopoldino e della riqualificazione della sponda sinistra dell’Arno, un intervento dal valore di oltre 4,5 milioni di euro, il cui avvio dei lavori era stato annunciato come imminente dall’allora assessore all’ambiente nel gennaio 2023 con tempi di realizzazione di soli otto mesi. 
La risposta ricevuta oggi dalla giunta è chiara: i lavori non sono mai partiti perché, pare, il Genio Civile abbia poi richiesto delle modifiche progettuali in tema di sicurezza idraulica. Una motivazione tecnica che va certamente rispettata, ma che pone una questione politica e di credibilità non secondaria: perché si annuncia l’avvio di un cantiere senza avere completato tutti i passaggi autorizzativi necessari?
A distanza di tre anni, quell’annuncio resta dunque ancora tale: nessun cantiere, nessun recupero di un pezzo importante della storia fiorentina. Tre anni di attesa sono tanti, soprattutto quando si tratta di un patrimonio storico come l’antico porto fluviale del Pignone, un reperto leopoldino quasi intatto che merita di essere restituito alla città.
Il progetto, inoltre, non riguarda solo il recupero del manufatto storico, ma anche opere fondamentali per la qualità urbana e la sicurezza: l’ampliamento della pista ciclo-pedonale e la nuova illuminazione pubblica lungo la sponda dell’Arno. Interventi attesi da residenti e ciclisti, che continuano a restare sulla carta.
I fondi sono vincolati, ma restiamo comunque preoccupati su questo lasciare in secondo piano opere di importanza storica e culturale, come quelle rinvenute a seguito dei lavori della linea 1 della tramvia. Anche la tutela delle opere archeologiche rinvenute in occasione dei lavori in corso per la realizzazione della linea 3 della tramvia ci preoccupa, e il question time odierno - oltre a ricordare un annuncio e un’opera finiti nel dimenticatoio - voleva porre l’attenzione su quanto la realizzazione di un’opera così importante debba rappresentare un’opportunità complessiva di rigenerazione urbana per coniugare mobilità, territorio, storia e cultura”. (s.spa.)

