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Sudan: la Commissione 7 approva una risoluzione per condannare le violenze e rompere il silenzio sulla crisi umanitaria

Data:

22 Aprile 2026

Tempo di lettura:

1 minuto, 59 secondi

Consiglio comunale
presidente commissione pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali
Capogruppo PD

Descrizione

La Commissione 7 (Pari Opportunità, Pace, Diritti Umani, Relazioni Internazionali, Immigrazione), presieduta da Stefania Collesei, ha espresso stamani parere favorevole sulla risoluzione “Condannare le violenze in corso in Sudan e rompere il silenzio”, dopo alcuni emendamenti al testo proposto in origine dal Consigliere Dmitrij Palagi.

Si punta a rompere il silenzio sulla drammatica situazione in Sudan. Quest'ultima è stata definita dalle Nazioni Unite come la peggiore catastrofe umanitaria attuale, con un bilancio di oltre 150.000 morti e 12 milioni di sfollati. L’obiettivo principale del provvedimento è restituire visibilità istituzionale a un conflitto troppo spesso assente dal dibattito pubblico internazionale, affinché il Sudan smetta di essere una "guerra dimenticata" e le istituzioni assumano un ruolo più attivo nella ricerca di soluzioni pacifiche. Attraverso questa presa di posizione, si vuole sollecitare il Governo e le istituzioni europee a promuovere ogni iniziativa diplomatica per un cessate il fuoco immediato e a garantire l’invio di aiuti alla popolazione, richiamando con forza il rispetto della Legge 185/90 per impedire che esportazioni militari o triangolazioni opache alimentino il conflitto.

“Firenze – dichiara la Presidente della Commissione Stefania Collesei – non può restare indifferente davanti a una catastrofe di queste proporzioni; con questo atto chiediamo un’azione diplomatica dell'Italia e dell'Europa per favorire la stabilità regionale e la dignità umana perché abbiano sempre la precedenza sugli accordi economici o energetici. Con un emendamento chiediamo anche di incrementare i fondi per la cooperazione internazionale e sostenere le voci della società civile sudanese”.

Sul valore dell’atto è intervenuto anche il Capogruppo PD Luca Milani, affermando che: “Con questo voto Firenze riafferma un principio politico chiaro: la dignità umana non può essere considerata un fattore secondario rispetto alle dinamiche di mercato. Chiediamo al Governo e all’Europa che la tutela dei diritti fondamentali torni a essere la bussola della nostra politica estera”. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

22/04/2026, 12:38

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