Sinistra Progetto Comune a Napoli all'Assemblea nazionale No Autonomia Differenziata
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6 Giugno 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune
"Siamo oggi a Napoli, al Maschio Angioino, per l'Assemblea pubblica nazionale "La nostra lotta, le nostre lotte" promossa dal Tavolo e dai Comitati per il ritiro di ogni autonomia differenziata, l'unità della Repubblica, l'uguaglianza dei diritti.
Abbiamo seguito la mattinata, con l'intervento, tra gli altri, di Antonella Bundu, e nel pomeriggio portiamo il contributo di Sinistra Progetto Comune alla sessione dedicata ai movimenti, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni e ai comitati territoriali.
Non è una presenza simbolica. Ad aprile abbiamo presentato in Consiglio comunale a Firenze una risoluzione che impegna la Sindaca e la Giunta a prendere posizione netta contro la legge 86/2024, contro gli schemi di intesa preliminare con Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria (accordi-fotocopia già censurati dalla Corte costituzionale) e contro il disegno di legge delega S. 1623 sui LEP, che riproduce gli stessi limiti già dichiarati illegittimi. Quella risoluzione chiede anche che il Comune aderisca formalmente all'assemblea di oggi e alle successive mobilitazioni, inclusa la manifestazione nazionale a Roma prevista in autunno.
Il nostro intervento vuole provare a dare un contributo al dibattito. L'autonomia differenziata viene quasi sempre inquadrata come conflitto tra Regioni e Stato: noi difendiamo l'unità della Repubblica, i Livelli Essenziali delle Prestazioni, la perequazione. Tutto necessario, tutto giusto. Ma non basta. Il problema strutturale è che da decenni costruiamo istituzioni in cui il potere si concentra negli esecutivi mentre i Consigli vengono svuotati, le circoscrizioni ridotte a organi consultivi, i quartieri privati di qualsiasi funzione deliberativa reale. L'autonomia differenziata è il punto di arrivo di una direzione che viene da lontano. La risposta non può essere solo "meno autonomia regionale": deve essere più potere popolare, distribuito. Lo dimostrano casi concreti che conosciamo bene: la privatizzazione del trasporto pubblico fiorentino, passato da ATAF a una multinazionale francese attraverso una gara regionale unica; la battaglia per l'acqua pubblica trasformata in bandiera elettorale da chi non ha titolo; la formazione professionale già regionalizzata da decenni, con risultati che parlano da soli.
C'è poi un nodo che questo movimento nomina e deve continuare a nominare con chiarezza: l'economia di guerra. Mentre l'autonomia differenziata frammenta la sovranità verso il basso, mettendo Regioni in competizione tra loro per risorse e gettito fiscale, le decisioni che contano davvero, quelle su pace e guerra, vengono prese altrove, in stanze precluse a qualsiasi rappresentanza eletta. A Firenze non è astratto: alla caserma Predieri di Rovezzano è operativo dal luglio 2025 il Comando della Divisione Multinazionale Sud della NATO, su cui il Consiglio comunale non può sapere nulla. La Toscana diventa, come è stato documentato, un hub militare (da Livorno a Pisa) mentre le risorse sottratte al welfare vengono destinate al warfare. Le diseguaglianze di classe, di genere, di origine che producono differenze di anni nell'aspettativa di vita tra quartieri centrali e periferie, che non sono separate da questo: ne sono parte.
Essere a Napoli per noi vuol dire dare continuità a quello che facciamo in Consiglio comunale: costruire un collegamento tra il lavoro istituzionale e la mobilitazione nei territori, nella convinzione che ogni risoluzione approvata, ogni interpellanza, ogni richiesta di accesso agli atti possa contribuire a costruire sovranità dal basso verso l'alto, e che senza pressione organizzata nessun atto d'indirizzo cambia nulla.
A tutto questo ovviamente si lega anche il mancato impegno del Comune di Firenze in materia di decentramento, nonostante tutte le promesse sul dare più potere ai Quartieri". (fdr)
[In allegato la traccia scritta del contributo portato all'assemblea]

