Servizi di Assistenza Domiciliare, Palagi (SPC): "Molestie sessuali e aggressione a un'operatrice"
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15 Giugno 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune
"Giovedì 11 giugno una lavoratrice del servizio di assistenza domiciliare (SAD) è stata molestata sessualmente, minacciata e aggredita fisicamente (si parla di calci, ecchimosi certificate al pronto soccorso) dal marito di un'utente, durante l’intervento a domicilio. Il servizio SAD è gestito da Ancora Servizi (cooperativa operativa) tramite Consorzio Blu, aggiudicatario formale dell'appalto al Comune di Firenze dal 1° aprile 2025. La lavoratrice ha sporto denuncia ai Carabinieri ed è seguita dall'associazione Artemisia.
Due organizzazioni sindacali, CUB e USB, hanno già formalizzato la propria posizione: USB con un comunicato pubblico, CUB con una lettera del 14 giugno indirizzata anche alla Direzione Servizi Sociali del Comune. Entrambe documentano che le segnalazioni precedenti (aggressioni verbali, clima repressivo, sanzioni disciplinari arbitrarie) avevano ricevuto dalla cooperativa risposte vaghe e superficiali.
Come gruppo consiliare Sinistra Progetto Comune esprimiamo solidarietà piena alla lavoratrice e alle lavoratrici del SAD.
Ma un punto non va rimosso: il Comune di Firenze non è un soggetto terzo. È il committente del servizio. L'art. 26 del D.Lgs. 81/2008 obbliga il committente a cooperare nella valutazione dei rischi e a promuovere misure di prevenzione anche nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici dell'appaltatore. Il rischio di aggressione da parte di terzi negli ambienti di lavoro (incluso il domicilio dell’utenza) rientra nella valutazione obbligatoria ai sensi dell'art. 28. La Convenzione ILO 190, ratificata dall'Italia nel 2021, è esplicita: le abitazioni sono luogo di lavoro ai fini della tutela da violenza e molestie.
Vogliamo sapere se il DUVRI del servizio SAD esiste, se contiene la valutazione del rischio aggressione e se è stato aggiornato dopo le segnalazioni sindacali precedenti. Vogliamo sapere se la lavoratrice coinvolta è stata messa nelle condizioni di non rientrare in quel domicilio. Vogliamo sapere se l'amministrazione ha mai formalmente contestato inadempienze alla cooperativa in materia di sicurezza.
Segnaliamo inoltre una seconda criticità documentata da CUB il 9 giugno: in alcune abitazioni dell’utenza sono installate telecamere che riprendono le lavoratrici durante il servizio, senza alcun accordo sindacale né autorizzazione dell'Ispettorato del Lavoro, in palese violazione dell'art. 4 dello Statuto dei Lavoratori. Anche qui la cooperativa non ha risposto. Anche qui il Comune sa?
Il modello degli appalti al ribasso nel sociale produce questa frammentazione: la lavoratrice è aggredita, la cooperativa minimizza, il Comune si chiama fuori. Noi non ci stiamo. Chiediamo all'assessora competente di riferire immediatamente in commissione sullo stato del contratto d'appalto, sul DUVRI, sulle segnalazioni ricevute e sulle azioni intraprese o da intraprendere. Depositeremo in queste ore anche un’interrogazione scritta urgente". (fdr)

