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Renzo Pampaloni (Presidente Commissione urbanistica): “Nuove tutele al diritto all’abitare - approvata la delibera che estende il blocco degli affitti brevi”

Data:

4 Giugno 2026

Tempo di lettura:

8 minuti, 4 secondi

Consiglio comunale
presidente commissione urbanistica e patrimonio

Descrizione

Queste le dichiarazioni del presidente della Commissione urbanistica Renzo Pampaloni

“La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti” art.42 della Costituzione. Partendo da questo assunto il Comune di Firenze ha messo in atto una serie di atti per regolamentare le locazioni turistiche brevi.

Per inquadrare meglio il tema parto da alcuni macro dati sulle presenze turistiche in città.

Nel 2025 le strutture ricettive della città di Firenze hanno registrato oltre 4,7 milioni di arrivi e oltre 11,5 milioni di presenze, con un aumento rispettivamente del +10,2% e del +11,1% sul 2024;

- le locazioni turistiche si confermano la tipologia più diffusa (16.906 attività registrate per il Comune di Firenze dall’Osservatorio Turistico Regionale), che garantiscono circa il 56% dei posti letto totali.

- rispetto al 2024 l'offerta ricettiva complessiva è aumentata di 643 nuove strutture e i posti letto disponibili del +5,1%: l'incremento maggiore, in termini assoluti, è stato registrato dalle locazioni turistiche e dal settore extralberghiero come case vacanza e affittacamere.

E’ innegabile ormai che siamo di fronte ad un trend di crescita del turismo che solo il fenomeno pandemico è riuscito, temporaneamente, ad invertire. Questa crescente pressione che interessa, a livello mondiale, le mete turistiche ed in particolare le città d’arte sia responsabile di una serie eterogenea di effetti distorsivi, quali ad esempio il sovraffollamento del centro storico, la sostituzione della popolazione originariamente residente e delle attività economiche esistenti, la crescita del valore degli immobili e la diminuzione della disponibilità di alloggi per la residenza stanziale, lo sviluppo ipertrofico delle attività di vendita e somministrazione di beni e prodotti rivolti ai turisti, il sovraccarico sulle reti, sia di mobilità che di servizio (approvvigionamento idrico, sistema fognario, trasporto pubblico), l’aggravio delle condizioni di inquinamento atmosferico e acustico, sicurezza urbana con conseguente progressiva perdita dell’identità propria della città e della comunità).

La relazione della Sapienza evidenzia, come sopratutto nel caso di Firenze, gli affitti brevi hanno un indiscutibile riflesso sulla riduzione della disponibilità di alloggi destinati alla locazione a lungo termine e un conseguente aumento dei canoni di locazione e dei prezzi delle abitazioni. Sicuramente esistono anche altre concause da affrontare come gli alloggi sfitti che hanno però una incidenza minore: uno studio fatto proprio dall’associazione dei locatori degli affitti brevi ha dimostrato che sullo stock di case destinate al mercato delle locazioni turistiche solo ¼ proveniva da alloggi precedentemente non utilizzati, mentre la maggioranza (¾) era di fatto prelevato alla disponibilità degli affitti a lungo termine utilizzabili da cittadini e lavoratori.

In particolare dai risultati dello studio emerge come la sovrapposizione tra aree caratterizzate ad alta pressione turistica e le aree urbanistiche omogenee urbanistiche (A3 e A4) sia piuttosto efficacie. La mappa di densità delle residenze ad uso temporaneo a pag.26 della relazione del Gennaio 2026 evidenzia altresì una correlazione tra numero di affitti brevi e sviluppo delle linee tramviarie che dovrà essere oggetto di un attento monitoraggio.

All’opposizione di destra ricordo che come Consiglio abbiamo provato più volte a stimolare il Governo Meloni a intraprendere politiche nazionali in grado di dotare i Comuni di strumenti di governo del fenomeno: in data 9 Ottobre 2023 abbiamo approvato in Consiglio Comunale un ordine del giorno che chiedeva “di estendere rapidamente la “Legge Venezia”, comprensiva di tutti gli strumenti di regolamentazione per favorire l'incremento dell’offerta di alloggi in locazione per uso

residenziale di lunga durata, anche al Comune di Firenze e alle altre città d’arte italiane investite dal fenomeno del turismo di massa”: la destra fiorentina, ad esclusione del Capogruppo Bocci, era però assente in aula e dal Governo Meloni non abbiamo avuto alcuna risposta. Quindi per proteggere il diritto all’abitare per i cittadini di Firenze non solo abbiamo inserito una norma specifica nel Piano Operativo e emanato due regolamenti sul contingentamento degli affitti brevi ma abbiamo messo anche in moto politiche “straordinarie” per il recupero dell’ERP non utilizzabile, la creazione di nuovo ERS in tutti i Quartieri (ex Caserma Santa Maria Novella nel Q1, Lupi di Toscana nel Q4, San Salvi nel Q2 e abbiamo garantire un fondo per il contributo affitti cancellato dal Governo).

Se davvero volete dare una risposta concreta e non di facciata come il Piano per la Casa, cominciate a ripristinare il fondo sostegno affitti e il fondo morosità colpevole per il triennio 2026-2028 approvando l’emendamento n.15 presentato dal Partito Democratico al Piano Casa in aula alla Camera.

Siamo estremamente soddisfatti di questo aggiornamento del regolamento e ringraziamo sia l’assessore che la Sindaca che tutta la Giunta due volte visto che hanno ascoltato le richieste del Consiglio che aveva portato in aula la richiesta “di effettuare una analisi e studi al fine di valutare l’opportunità di prevedere il divieto nelle zone prospicienti all’area UNESCO”. Li ringrazio anche perché hanno ascoltato le voci dei Quartieri che avevano già espresso con propri atti la necessità di estendere la copertura anche ad aree esterne all’Area Unesco (si veda ad esempio la mozione del Q5 del Dicembre 2025) .

Oltre alla necessità di monitorare attentamente il fenomeno anche al fine di cogliere l’efficacia degli interventi previsti da questo nuovo regolamento, le analisi dello studio dell’Università della Sapienza concludono che l'efficacia di qualsiasi impianto regolatorio, sia esso zonale come il nostro o temporaneo, non risiede solo nella severità della norma sulla carta, ma sopratutto nella capacità di controllo e monitoraggio da parte della pubblica amministrazione. Noi abbiamo già una task force a lavoro, sarà opportuno controllare l’efficacia di tale azione e rafforzarla in termini di risorse umane e strumentali vista l’estensione dei blocchi. Le città che hanno infatti ottenuto i migliori risultati di riduzione della pressione turistica (es. Barcellona e Parigi) hanno investito massicciamente in nuclei ispettivi dedicati (rispettivamente 35 e 70 ispettori), sistemi di monitoraggio online ed incrocio banche dati, arrivando a stringere accordi (spesso complessi e precari) con le piattaforme per la rimozione automatica degli annunci privi di codice autorizzativo.

Sulle scelte del regolamento condivido le scelte strategiche effettuate (ovvero i limiti della aree A del Piano Operativo): evidenzio che vista la priorità data agli indici di pressione rispetto a quelli di rischio, l’inserimento delle due aree di Novoli e del centro storico minore (A2) lungo la Via Pisana nel Quartiere 4 (dove i tassi di crescita superano l’80%) dovrà essere attentamente valutato nella prossima revisione del regolamento.

L’ultimo aspetto è relativo alla messa in campo di politiche in grado di rimettere in circolo il patrimonio pubblico e privato non utilizzato. Sul primo è necessario completare il monitoraggio (su questo abbiamo chiesto, attraverso una risoluzione, al Governo la creazione di una banca dati condivisa con i Comuni all’interno del Piano della Casa) e avanzare, da parte della Giunta, ulteriori proposte anche all’interno del tavolo che sottende il Piano per la città. Sul patrimonio privato è auspicabile individuare un regolamento contenente azioni in grado di stimolare e in caso di inerzia penalizzare chi immobilizza gli immobili senza metterli sul mercato. Su questo abbiamo avanzato una richiesta con la mozione 1143/2025 che richiede nello specifico di istituire il “Registro dei crediti edilizi e edifici abbandonati” previsto dall’art.17 del Piano Operativo, entro la legislatura corrente, quale opportunità per il Comune di Firenze di recuperare edifici abbandonati, contribuendo alla rigenerazione urbana e al miglioramento della qualità della vita della città e dei suoi cittadini”. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

04/06/2026, 15:18

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