Descrizione
“Se non c’è consenso è violenza. Su questa semplice affermazione i movimenti femministi, le associazioni e le organizzazioni internazionali, come Amnesty, stanno portando avanti, da alcuni anni, una petizione per inserire nell’ordinamento penale italiano il principio del consenso (come già in altri paesi europei). Oggi, come il 25 novembre scorso, la destra, la maggioranza di governo, ha barattato la vita di tante donne per calcoli politici e solo per questioni di equilibri interni alla coalizione loro coalizione, tradendo il patto tra la premier Meloni e la segretaria del PD Schlein.
Ogni due giorni in Italia viene uccisa in media una donna per mano maschile di compagni, amici e familiari, e ogni giorno molte donne subiscono violenze fisiche a sfondo sessuale. Non riconoscere il principio del consenso in sede penale porta a criminalizzare nuovamente una donna vittima di violenza, riconoscere nella donna non la vittima da aiutare, ma colpevole di “essersi messa nei guai”, dovendo dimostrare di aver esplicitato un dissenso. Un ribaltamento totale dello spirito iniziale della legge.
Per questo motivo, come gruppi di maggioranza del consiglio di Quartiere 4 di Firenze, istituzione molto impegnata da anni in progetti di prevenzione e contrasto alle discriminazioni di genere e alla violenza maschile sulle donne (Filo Rosso), condanniamo fermamente il cambio di rotta con cui la maggioranza in Senato ha modificato il testo del disegno di legge sulla violenza sessuale, e ribadiamo che il principio del consenso è da riconoscere e non è più rinviabile. Fare scelte diverse vuol dire semplicemente mettere la testa sotto terra e rendere tutte le donne italiane più fragili”.
Queste le dichiarazioni del presidente del Quartiere 4 Mirko Dormentoni e dei gruppi di maggioranza al Quartiere 4: PD, Avs-Ecolò e Lista Civica Funaro. (s.spa.)

