Salta al contenuto principale Skip to footer content

Piano dell'aria, Palagi (SPC): "Un atto dovuto, senza obiettivi né risorse proprie"

Dettagli

"Contestiamo l'assenza di obiettivi numerici verificabili, il finanziamento quasi interamente affidato a fondi straordinari e il mancato coordinamento con le scelte di scala metropolitana che l'aria la peggiorano davvero"
Data:

22 Giugno 2026

Tempo di lettura:

4 minuti, 40 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra progetto Comune


"Il Consiglio comunale sta discutendo e votando il Piano di Azione Comunale per la qualità dell'aria 2025-2028. È un atto obbligatorio per legge. Contiene misure che riconosciamo: la forestazione urbana e il Piano del Verde, l'acquisto di energia 100% rinnovabile, gli investimenti sulla tramvia, l'efficientamento energetico delle scuole. La nostra non è un'opposizione di principio: la qualità dell'aria è salute pubblica e giustizia climatica.

Proprio per questo diciamo con chiarezza cosa questo Piano non è: uno strumento di risultato.

Il Piano è, in larga misura, la raccolta ordinata di ciò che già si sta facendo. Mancano gli obiettivi numerici di riduzione degli inquinanti, le scadenze intermedie, gli indicatori di esito. Non si può verificare ciò che non si misura: senza una baseline dichiarata e senza target quantificati, il Piano non consente alcun controllo democratico sull'efficacia delle misure.

Ci viene presentato come un successo il rientro del biossido di azoto nel limite di legge. È un miglioramento reale, ma non è un traguardo: Firenze è tra gli agglomerati per cui l'Italia è stata condannata dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea per violazione delle norme sulla qualità dell'aria. I circa 32 microgrammi per metro cubo registrati oggi restano il doppio del limite che l'UE ci impone entro il 2030, e oltre il triplo della soglia indicata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Lo ha riconosciuto la stessa Vicesindaca in commissione: per arrivare a quei valori serviranno scelte ben più drastiche di quelle previste dal Piano.

C'è poi la questione delle risorse. Nelle schede operative la voce "finanziamento" è quasi sistematicamente "non disponibile". La delibera lo mette nero su bianco: dall'atto «non derivano spese a carico del bilancio». L'intero Piano si regge su fondi straordinari, contributi esterni, risorse europee da acquisire. Non è una politica: è una risposta episodica che dipende da finanziamenti che possono non arrivare e che non garantiscono continuità.

E c'è la questione sociale. Lo Scudo Verde resta uno strumento lacunoso: sanziona divieti già esistenti ma non li accompagna con le condizioni che li renderebbero equi. Il trasporto pubblico su gomma e su ferro resta inadeguato rispetto alla domanda; così le limitazioni alla circolazione colpiscono chi non ha alternative (chi viene a lavorare a Firenze dall'hinterland, chi studia, chi non può permettersi un veicolo più recente). Le misure di mobilità sostenibile non possono essere un privilegio per chi può già permettersele. Chiediamo la gratuità progressiva del trasporto pubblico e tariffe sociali legate al reddito, e che le scelte di scala metropolitana vengano decise coinvolgendo tutti i Consigli comunali dell'area, non solo quello fiorentino.

Quasi la metà delle polveri sottili (PM2.5 e PM10) a Firenze viene dalla combustione domestica di legna e biomasse. Il Piano lo riconosce, ma le azioni in campo sono insufficienti e rischiano di scaricare il peso sulle famiglie a basso reddito che usano il riscaldamento a legna per necessità economica, non per scelta. Serve un intervento che incentivi la sostituzione degli impianti senza penalizzare chi non ha alternative. Restano poi del tutto fuori dal Piano le grandi scelte infrastrutturali che l'aria la peggiorano strutturalmente: l'ampliamento dell'aeroporto, il sottoattraversamento del Sodo, la terza torre di Novoli. Decisioni di questa portata non possono essere scorporate da un piano che si occupa della qualità dell'aria.

Sinistra Progetto Comune ha depositato ordini del giorno concreti: obiettivi numerici di riduzione degli inquinanti e un cruscotto pubblico di monitoraggio, risorse ordinarie di bilancio per le misure strutturali, nessuna nuova limitazione alla circolazione senza contestuale potenziamento del trasporto pubblico e tariffe sociali, un'azione vera sulla combustione di biomasse che non gravi sulle famiglie con meno risorse, il raccordo con il sistema sanitario per misurare il carico di malattia quartiere per quartiere.

Riconoscere le misure positive non significa fingere che bastino. Un piano senza obiettivi numerici, senza risorse proprie e senza un aggancio con le scelte infrastrutturali che producono inquinamento non è uno strumento di risultato: è la certificazione dello status quo. Vogliamo sapere quanto, quando e con quali soldi. Se quegli impegni non troveranno spazio negli ordini del giorno, il nostro giudizio cambierà di conseguenza". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

22/06/2026, 18:12

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito?1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli?2/2

Inserire massimo 200 caratteri