Salta al contenuto principale Skip to footer content

Palagi (SPC): "Suolo pubblico e lavoro irregolare: la maggioranza cambi idea"

Dettagli

"Non sono i ricorsi al TAR a preoccuparci, ma il fatto che la politica non voglia prendere una decisione pratica importante per regolarizzare il lavoro nero"
Data:

23 Gennaio 2026

Tempo di lettura:

3 minuti, 30 secondi

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune

Suolo pubblico e lavoro irregolare: abbiamo un problema, che è politico e non deve, e forse non può, essere risolto dai tribunali.

Un paio di anni fa, dopo anni di tentativi, il nostro gruppo consiliare è riuscito a far approvare un emendamento che prevede la decadenza del suolo pubblico in caso "di cosiddetto lavoro nero, o con l'utilizzo di forme contrattuali improprie".
Ovviamente continuiamo a pensare che sia una cosa giusta e positivamente prendiamo atto di come questa decisione sia stata estesa anche al recente regolamento dei dehors (mentre nel 2024 si parlava del regolamento del commercio).

La Direzione Attività Economiche e Turismo, che ringraziamo, ha risposto a una delle tante richieste di accesso agli atti che facciamo, fornendoci la documentazione di due ricorsi depositati proprio per contestare il nostro emendamento.

Si tratta di due vicende simili, ma con una differenza importante che evidenzia l'importanza di agire. Sono due revoche di concessione di suolo pubblico avvenute a seguito di intervento dell'Ispettorato del lavoro, con cui però tutto è stato sanato. I controlli hanno portato a due assunzioni a tempo indeterminato. La cosa sarebbe positiva, se non fosse che il Comune non prevede la possibilità di "restituire" il suolo pubblico, fatta decadere la concessione.
Cioè, quello che è permesso dall'Ispettorato del lavoro, non è accettato da Palazzo Vecchio.

Chi ha una sola concessione di suolo pubblico, una volta revocato, può darsi finisca per chiudere l'impresa, licenziando la persona appena regolarizzata con assunzione. Chi invece ha più occupazioni di suolo pubblico, o svolge l'attività su più sedi, può comunque immaginare altri tipi di risposte. Questa è la differenza tra i due casi: una società ha solo uno spazio in cui poter esercitare la sua attività (ora revocato), mentre l'altra può comunque proseguire in altri spazi.

L'attuale situazione rischia di colpire in modo diverso le imprese, a seconda della loro dimensione, finendo per non aiutare il personale che si vuole emerga da condizioni di sfruttamento irregolari.

Questa cosa l'abbiamo detta anche in Consiglio comunale, con un emendamento al regolamento dei dehors che provava a modificare la situazione, ma ci è stato detto che non lo si riteneva opportuno, da parte di PD e AVS-Ecolò. Letta la documentazione nei tribunali ci viene da dire che è assurdo lasciare tutto come è, perché alla politica basterebbe poco per allineare il Comune all'Ispettorato del lavoro. In questo modo potremmo permettere ai controlli di avere una funzione che migliora effettivamente le condizioni concrete di vita.

Rimane la possibilità di votare e approvare un ordine del giorno, ancora da discutere, in cui proponiamo di aggiungere, a tutti i regolamenti che prevedono la decadenza di concessione di suolo pubblico in caso di rilevamento da parte delle Autorità preposte dell'utilizzo di forme di lavoro irregolari, questa frase: "salvo regolarizzazione piena e senza ritardo della mano d'opera interessata".

Facciamo un appello pubblico alla maggioranza perché possa accettare di cambiare posizione. Non temiamo l'esito dei ricorsi, anzi, ma proprio per questo pensiamo che la politica debba assumersi piena responsabilità delle scelte che fa". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

23/01/2026, 15:36

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito?1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli?2/2

Inserire massimo 200 caratteri