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Palagi (SPC): "RSA a Firenze: quote sociali variano da 52,79 a 70 euro, la situazione è peggiorata"

Dettagli

"Non risulta quasi nessun posto libero, chiediamo i dati aggiornati delle liste di attesa. Due holding private milanesi controllano il 70% dei posti accreditati attraverso tre cambi di titolarità"
Data:

3 Giugno 2026

Tempo di lettura:

5 minuti, 49 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

(In allegato scheda riepilogativa)


"A marzo 2025 avevamo denunciato in Consiglio comunale che le quote sociali delle RSA fiorentine variavano da 53 a 67 euro al giorno senza che il Comune esercitasse alcuna regia. Avevamo chiesto criteri chiari per il rinnovo delle convenzioni, allora scadute da pochi mesi. Oggi, a oltre un anno di distanza, la risposta è che le cose sono peggiorate.

I dati del portale della Regione Toscana aggiornati al 2 giugno 2026 mostrano che le quote sociali oscillano ora tra 52,79 euro e 70 euro al giorno: la forbice si è allargata. Per capire cosa significhi questo nella vita concreta delle famiglie, è necessario ricordare come funziona la retta RSA. Si compone di due parti: una quota sanitaria, a carico del Servizio Sanitario Regionale, che la Regione Toscana ha incrementato progressivamente con la DGR 1132/2023 (+2,00 euro da luglio 2023, +1,60 da gennaio 2024, +1,50 da gennaio 2025) portandola a circa 59,10 euro al giorno; e una quota sociale, la cui differenza tra quanto il Comune riconosce e quanto la struttura richiede ricade interamente sulle famiglie. È proprio questa la parte che è esplosa: le strutture con posti disponibili chiedono oggi quote totali tra 57 e 70 euro al giorno, e chi non può coprire la differenza privata non trova accesso.

Vale la pena precisare il quadro pubblico-privato: le strutture dell'ASP Montedomini (l'unico soggetto pubblico rimasto nel sistema fiorentino) applicano €59,10/g, la quota standard regionale. Sono 3 strutture su 35 e non hanno posti liberi. Dall'altra parte, 10 strutture private chiedono tra € 60 e € 65/g, e 6 arrivano oltre € 65 fino al picco di € 70/g di Villa Gisella — gestita da Zaffiro Healthcare s.r.l. di Milano. Le 3 strutture con posti disponibili oggi appartengono tutte a questa fascia alta. Ogni importo superiore alle indicazioni della Regione deve essere giustificato, se abbiamo ben compreso il meccanismo.

Il dato più preoccupante riguarda la disponibilità: su 35 strutture RSA accreditate nel Comune di Firenze, solo 3 risultano con posti liberi, tutte con quote superiori a 57 euro. Chi non può permettersi di pagare la differenza tra il massimo coperto dal Comune e la quota richiesta dalla struttura non solo è discriminato, come scrivevamo un anno fa, ma è di fatto escluso da qualsiasi scelta.

Nel frattempo, nel corso del 2025, tre cambi di titolarità hanno trasferito silenziosamente la gestione di circa 290 posti su 430 totali a due holding private con sede a Milano: SAB s.r.l. ha rilevato RSA Il Giglio (64 posti) e RSA Le Magnolie (74 posti), Zaffiro Healthcare ha incorporato RSA Villa Gisella (153 posti). Tutti e tre i passaggi sono stati recepiti con determine dirigenziali di "presa d'atto", senza alcun dibattito politico, senza valutazione della qualità del servizio in ingresso, senza passaggio in Commissione o in Consiglio comunale.

Questo è avvenuto in un contesto normativo che avrebbe dovuto sollecitare tutt'altra attenzione. Nel dicembre 2024 la Società della Salute ha approvato un nuovo Regolamento di accesso ai servizi per la non autosufficienza (delibera n. 14/2024, Assemblea dei Soci), che ha sostituito quello in vigore dal 2016 cambiando i criteri di accesso e di calcolo della compartecipazione: il testo non è mai stato illustrato in nessuna sede consiliare. Nel luglio 2025 la Regione Toscana ha approvato la LR 35/2025 ("Riordino del sistema della presa in carico della persona anziana non autosufficiente e della persona con disabilità") che modifica la legge regionale 66/2008 e ridefinisce le funzioni dei Punti Unici di Accesso (PUA), delle Unità di Valutazione Multidisciplinare (UVM) e dei Piani Assistenziali Individualizzati (PAI): anche su questa legge, che cambia concretamente chi valuta e come si accede alle strutture, nessuna discussione in Consiglio. 

A luglio 2025 la Giunta regionale ha approvato anche la DGR 1108/2025 sulla ridefinizione del ruolo delle RSA, rinviando però a un atto successivo la parte più delicata —(quella sui livelli di assistenza in coerenza con i LEA) per "verificarne l'effettiva sostenibilità finanziaria": un rinvio che segnala come nemmeno la Regione abbia ancora sciolto il nodo di fondo. Infine, a marzo 2026, la DGR 244/2026 ha approvato nuovi requisiti specifici di accreditamento per le strutture residenziali, aggiornando dopo il primo quinquennio i parametri di qualità e gli indicatori di autovalutazione: esattamente nel momento in cui tre strutture cambiavano proprietà, il Comune ci risulta non abbia usato questo strumento come leva per condizionare le convenzioni, né ha richiesto passaggi formali in nessuna sede.

Chiediamo alla Giunta: quali criteri sono stati applicati nel rinnovo delle convenzioni con le strutture che richiedono fino a 70 euro al giorno? Cosa cambia concretamente per le famiglie con il nuovo Regolamento SdS (delibera 14/2024)? La LR 35/2025 ha prodotto modifiche alle procedure di accesso e valutazione a Firenze? E ritiene normale che il 70% dei posti RSA accreditati in città sia gestito da due soggetti privati con sede a Milano, acquisiti senza procedure pubbliche di evidenza e senza che il rinnovo dei requisiti di accreditamento sia stato usato per rinegoziare le condizioni, da quel che abbiamo ricostruito?

La non autosufficienza non è un mercato. Il Comune deve tornare a fare programmazione". (fdr)

Allegati

Ultimo aggiornamento:

03/06/2026, 11:43

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