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Palagi (SPC): "Perquisizioni a Firenze: usare la parola terrorismo non può diventare un'abitudine"

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"Mentre lo Stato perde potere in materia di politiche sociali, si mostra sempre più invasivo nell'ambito dell'ordine pubblico"
Data:

21 Aprile 2026

Tempo di lettura:

2 minuti, 22 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune

"Ieri in Consiglio comunale qualcuno ha usato la parola «ecoterrorismo» con disinvoltura, come se fosse un'etichetta neutra per descrivere forme di protesta e attivismo. Oggi apprendiamo che all'alba la Digos ha perquisito abitazioni di esponenti del Partito dei CARC a Napoli e a Firenze, ci riferiscono dell'ipotesi di reato di associazione sovversiva con finalità terroristiche.

Non entriamo nel merito delle posizioni politiche del CARC, né dei procedimenti in corso, con questa nota, come abbiamo fatto ieri, ospitando la conferenza stampa di due attiviste colpite dall’articolo 18 del TULPS. C'è una questione pregiudiziale che viene prima di qualsiasi idea: la categoria di terrorismo si è allargata fino a diventare uno strumento ordinario del discorso pubblico e dell'azione giudiziaria nei confronti di chi si oppone, protesta, organizza. Questo svuotamento semantico non è innocuo, perché produce un effetto intimidatorio che riguarda chiunque si muova ai margini del sistema. Se lo si accetta, può estendersi senza limiti sempre di più.

Tra le persone perquisite oggi a Firenze c'è Paolo Babini. Chi frequenta la città lo conosce: i suoi disegni circolano da anni negli ambienti della politica, della cultura, del movimento. La sua ironia è gentile e tagliente insieme, il suo tratto riconoscibile. È persona che non si è mai nascosta — ha partecipato alle elezioni comunali del 2024 come candidato al Consiglio comunale, peraltro con una lista e una candidatura a Sindaco diversa dalla nostra. Che si possa istruire nei suoi confronti un procedimento per terrorismo all'improvviso, con queste modalità, è qualcosa che sorprende e che non possiamo non segnalare.

Continueremo a fare quello che abbiamo fatto: seguire con attenzione le vicende giudiziarie che riguardano la libertà di organizzazione e di espressione politica, e a dire quando riteniamo che le parole vengano usate in modo improprio — in aula come fuori.

Chiariamo infine una cosa: la politica rimuove spesso la sua funzione di potere legislativo. Ma è quello che sta alla base del giudiziario e dell'esecutivo, per questo dobbiamo parlare di questi temi, senza rimuoverli". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

21/04/2026, 13:29

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