Palagi (SPC): "Le Rose, 30 anni di storia e un bene comune a rischio abbandono"
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3 Giugno 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune
"Il 2 giugno 2026, ieri, la Cooperativa sociale Le Rose ha celebrato, insieme a moltissime persone, la propria festa annuale annunciando che da settembre dovrà lasciare la sede storica di via Quintole (dichiarata inagibile dall'Azienda USL Toscana Centro cinque anni fa): come gruppo consiliare Sinistra Progetto Comune depositiamo questa mattina un'interrogazione alla Sindaca e alla Giunta per chiedere conto del ruolo del Comune in questa vicenda.
La Cooperativa Le Rose gestisce da oltre 30 anni un centro diurno per persone con disabilità nel Comune di Impruneta, costruendo una comunità di cura e integrazione riconosciuta istituzionalmente. Quando l'ASL ha dichiarato inagibile la struttura, la cooperativa ha segnalato la propria disponibilità a reperire risorse per la ristrutturazione e a partecipare a percorsi condivisi. Le istituzioni hanno risposto con promesse che non si sono tradotte in azioni.
Il 23 novembre 2021, con atto n. 00541, l'allora assessora all'Educazione, al Welfare e all'Immigrazione (oggi Sindaca) ha portato in delibera un protocollo d'intesa tra Comune di Firenze, Società della Salute, ASL Toscana Centro e Comuni limitrofi per avviare un tavolo di co-progettazione sulla sede di via Quintole. Il protocollo non è mai diventato operativo: l'Azienda USL Toscana Centro, che lo aveva essa stessa proposto, è rimasta l'unica parte a non averlo firmato, nonostante fosse già stato sottoscritto da tutti i Comuni e dalla Cooperativa stessa.
La cooperativa ha comunicato pubblicamente di aver accettato il trasferimento a Casalta, nel Comune di San Casciano in Val di Pesa, come alternativa alla revoca immediata del servizio da parte della Società della Salute. Questo avrebbe comportato la dispersione degli utenti fragili in altre strutture e la perdita del posto di lavoro per tutti gli operatori. Nel proprio comunicato, la cooperativa descrive questa scelta come il risultato di pressioni istituzionali alle quali «utenti e famiglie, già provate dal passare degli anni e da un futuro incerto per i propri figli», non avrebbero potuto reggere. In concomitanza con questo annuncio, prende vita l'Associazione Le Rose, costituita con l'obiettivo dichiarato di continuare a «presidiare, abitare e custodire» gli spazi di via Quintole con il sostegno della cittadinanza. La cooperativa avverte esplicitamente che l'allontanamento della struttura rischia di portare il luogo «all'abbandono oppure in futuro alla vendita, sottraendolo così alla cittadinanza».
Quello che è accaduto a Le Rose racconta qualcosa di preciso su come il sistema pubblico tratta le sue esperienze più preziose: le riconosce, le celebra, poi le lascia andare senza batterci ciglio. Il Comune di Firenze non era uno spettatore: aveva sottoscritto un protocollo, aveva una convenzione diretta con la cooperativa per attività con persone con disabilità, aveva assegnato un proprio immobile alla cooperativa nel 2024. La Sindaca era l'assessora che quel protocollo lo aveva portato in delibera. Vogliamo sapere cosa ha fatto l'Amministrazione in questi cinque anni per rendere operativo quell'impegno, e cosa intende fare adesso per evitare che gli spazi di via Quintole (di proprietà pubblica) vengano abbandonati o sottratti alla loro funzione di bene comune.
L'interrogazione chiede alla Giunta se abbia sollecitato concretamente l'ASL a firmare il protocollo del 2021; quale posizione il Comune abbia sostenuto nelle sedi della Società della Salute riguardo all'alternativa posta alla cooperativa tra trasferimento e revoca del servizio; se si intenda garantire la continuità delle attività convenzionate con Le Rose anche dopo il trasferimento fuori dal territorio fiorentino; se l'Amministrazione intenda sostenere la riapertura del tavolo di co-progettazione per riconoscere la natura di bene comune degli spazi di via Quintole; e quali iniziative concrete intenda assumere per impedire che un immobile di proprietà pubblica venga abbandonato o alienato, a fronte della disponibilità della comunità (ora organizzata nell'Associazione Le Rose) a continuare a gestirlo con finalità sociali ed educative". (fdr)

