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Palagi (SPC): "L’antenna Iliad oscura il Duomo. Ma il problema non è l’antenna: è un Comune senza poteri"

Dettagli

"Domande e proposte. Il caso di viale Belfiore può ripetersi"
Data:

23 Aprile 2026

Tempo di lettura:

5 minuti, 28 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune

"Un cilindro bianco di Iliad è visibile sui tetti di viale Belfiore dalla fine del 2023. Oscura la vista sulle cupole del Duomo e di San Lorenzo da più terrazze del quartiere. La Soprintendente, vedendo le fotografie, commenta: «Speravo fosse uno scherzo. Quelle dimensioni sono esagerate», riporta oggi il Corriere Fiorentino. Ma l’antenna è regolare: autorizzata da ARPAT, dalla commissione Paesaggio del Comune, con il silenzio-assenso della Soprintendenza stessa. Il sistema ha funzionato esattamente come era stato progettato.

Sinistra Progetto Comune non è sorpresa. A novembre 2025, durante il voto del nuovo Regolamento per gli Impianti Radioelettrici e del programma triennale degli operatori, avevamo chiesto di sospendere la delibera: la documentazione sul piano di oltre 340 nuovi impianti non era completa per una votazione consapevole; il nuovo regolamento rappresentava, sotto certi aspetti, un arretramento rispetto al precedente. Il caso di via Chiuso dei Pazzi lo aveva già mostrato nei mesi precedenti: la Giunta non voleva quell’antenna, ma non poteva impedirla. Non per colpa propria, ma per come è strutturata la legge.

Il problema è di sistema: il Decreto Semplificazioni e il D.Lgs. 207/2021 — recepimento della Direttiva europea sulle comunicazioni elettroniche — hanno progressivamente svuotato i poteri comunali sulle infrastrutture di telecomunicazione. Le sindache e i sindaci non possono vietare l’installazione di antenne 5G sul proprio territorio. I Comuni non possono imporre limitazioni generalizzate, né incidere sui limiti di esposizione elettromagnetica, riservati allo Stato. L’autorizzazione avviene attraverso il SUAP con silenzio-assenso a 60 giorni: se nessuno risponde nel termine, l’installazione è approvata. Per il Piano Italia 5G è prevista addirittura la deroga ai regolamenti comunali fino al 31 dicembre 2026.

Il regolamento fiorentino del novembre 2025 prevede che nelle zone tutelate (aree UNESCO, zone A del piano urbanistico) l’installazione debba integrare il contesto visivo, con riferimento ai 18 punti di Belvedere del Piano Strutturale. Per i tetti di viale Belfiore — fuori da quei perimetri, eppure visibili da mezzo quartiere — il regolamento richiama criteri estetici senza misure quantitative specifiche. Davanti al TAR, quel richiamo vale poco.

Il Consiglio comunale di Firenze si è espresso più volte, nel corso degli anni, in favore della tutela della salute rispetto all’inquinamento elettromagnetico. Oggi rischia di non avere più alcun ruolo reale sulle decisioni che modellano il profilo fisico e sanitario della città.

Quello che si presenta come un problema tecnico-burocratico locale è in realtà l’effetto terminale di una guerra commerciale globale: gli Stati Uniti hanno esercitato pressioni sugli alleati europei per escludere Huawei; la Germania ha ordinato la rimozione del suo software ‘core’ entro il 2026, ma i venditori sostitutivi faticano a tenere il ritmo. Nokia ed Ericsson hanno visto crollare la propria quota nel mercato cinese come ritorsione. La corsa agli standard 6G è già aperta.

Qualsiasi cittadina e cittadino voglia modificare l'immobile in cui vive deve rispettare criteri estetici precisi e documentati, un operatore telefonico che installa un cilindro bianco visibile per centinaia di metri non deve risponderne? Non ci sono ragioni tecniche che giustifichino un trattamento così diverso: ci sono ragioni di potere economico e di rendita da posizione normativa.

Il Consiglio comunale ha preso posizione, spesso all'unanimità, sul principio di precauzione sull’inquinamento elettromagnetico e l’Italia aveva storicamente limiti tra i più cautelativi d’Europa (6 V/m contro i 61 V/m ICNIRP). La loro progressiva revisione al rialzo, avvenuta sotto pressione industriale, non è stata accompagnata da un dibattito democratico adeguato.

Presenteremo una mozione e un'interrogazione in queste ore con richieste locali e nazionali.

A livello nazionale:
- Revisione del D.Lgs. 207/2021 per restituire ai Comuni il potere di definire criteri quantitativi vincolanti (dimensioni massime, impatto visivo documentato, palette cromatica, verifica da punti panoramici) che reggano in sede di TAR.
- Revisione del meccanismo del silenzio-assenso: non può applicarsi in assenza di istruttoria di merito, soprattutto in aree di interesse paesaggistico.
- Ripristino del principio di precauzione sui limiti di esposizione elettromagnetica, con revisione indipendente fondata sulla ricerca scientifica più aggiornata.
- Obbligo di valutazione cumulativa dell’impatto anche paesaggistico delle installazioni per densità territoriale nelle aree di pregio, non solo per singolo impianto.
- Piena trasparenza sui programmi triennali degli operatori, con obbligo di discussione pubblica prima dell’approvazione in Consiglio comunale.

Al livello locale:
- Chiediamo conto dell’antenna Iliad di viale Belfiore: il regolamento del novembre 2025 si applica alle installazioni esistenti in sede di rinnovo e manutenzione?
- Il programma triennale 2025–2027 - con oltre 340 richieste pendenti da Tim (~200), Iliad (54), Inwit (52), WindTre (40) - quanti impianti come questo prevede?
- Si devono adottare nel regolamento criteri quantitativi vincolanti per dimensioni, colori e impatto visivo verificato dai punti di Belvedere, estesi anche alle aree fuori dal perimetro UNESCO che risultino visivamente sensibili.
- Si deve rendere pubblica e navigabile la mappa di tutte le installazioni esistenti e delle richieste pendenti, accessibile alla cittadinanza e ai Quartieri.
- Valutare una moratoria sulle nuove installazioni nelle aree visivamente sensibili fino all’aggiornamento del regolamento con criteri vincolanti e verificabili". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

23/04/2026, 11:57

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