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Palagi (SPC): "La cultura che sciopera oggi lavora in appalto e in MUS.E: il Comune di Firenze è controparte, non spettatore"

Dettagli

"Sinistra Progetto Comune sullo sciopero generale della cultura del 12 giugno"
Data:

12 Giugno 2026

Tempo di lettura:

4 minuti, 40 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi per Sinistra Progetto Comune

"Oggi si è svolto lo sciopero generale del settore cultura (per musei e biblioteche un fatto non comune), con un presidio a Firenze alle 9:30 al piazzale degli Uffizi. Sinistra Progetto Comune sostiene le lavoratrici, i lavoratori e le realtà che da oltre un anno costruiscono questa mobilitazione: Mi Riconosci?, i sindacati di base, FP e NIdiL CGIL, le associazioni del lavoro culturale.

Vogliamo essere chiari su un punto che a Firenze si tende a nascondere: questo sciopero riguarda direttamente il Comune. Una delle proclamazioni include esplicitamente enti locali, società in house e fondazioni di partecipazione. Significa che chi lavora per MUS.E e negli appalti dei musei e delle biblioteche civiche sciopera anche parlando a questa Giunta. Lo dice lo stesso avviso del Comune sui servizi minimi: quasi tutto il personale non è dipendente dell'Ente, è in appalto o in MUS.E.

Il nodo è il modello con cui Firenze gestisce la propria cultura pubblica. I servizi bibliotecari e archivistici sono stati messi a gara per un valore complessivo di oltre 18 milioni di euro e aggiudicati ad aprile al raggruppamento Eda Servizi – Società Cooperativa Culture (CoopCulture) – Il Palinsesto, per un contratto biennale. La spesa grava sul capitolo vincolato alla tassa di soggiorno: la pubblica lettura a Firenze è pagata con l'overtourism, attraverso un appalto a tempo. La reinternalizzazione, che la piattaforma nazionale pone al centro, è ferma all'esperimento del Galluzzo del 2022, realizzato peraltro con profili amministrativi e non bibliotecari, che non hanno saputo rispondere alla storica mobilitazione delle e dei Biblioprecari. 

Stessa logica per i musei civici, il cui personale è quasi interamente affidato a MUS.E o in appalto. MUS.E è stata trasformata in Fondazione di partecipazione nel 2023 con il voto contrario di Sinistra Progetto Comune e due ordini del giorno che chiedevano di riportare dentro i servizi esternalizzati e di investire sul personale diretto: esattamente ciò che oggi rivendica la piattaforma nazionale per tutte le fondazioni di partecipazione. Avevamo posto il problema due anni fa e non possiamo che ribadire la posizione anche oggi.

Il meccanismo va nominato per quello che è. Non si tratta del singolo appalto fatto male, ma di un sistema: la cultura pubblica tenuta in piedi da lavoro esternalizzato, sottopagato e intermittente, rinnovato ogni due anni, mentre si valorizza il patrimonio per i flussi turistici. Si esternalizza il servizio e si scarica il costo sulle persone che lo fanno funzionare — spesso le più deboli sul piano contrattuale. Negli atti di gara delle biblioteche gli oneri per la sicurezza da interferenze valgono 4.000 euro su un appalto da 6,5 milioni, e sulle molestie e le discriminazioni non risultano clausole premiali nei bandi comunali del settore.

A questo si aggiunge il lavoro culturale intermittente che il Comune finanzia con Estate e Autunno Fiorentino: contributi a progetto che si reggono in larga parte su lavoro autonomo e gratuito delle realtà assegnatarie, senza alcuna condizione sui compensi di chi lavora negli eventi finanziati.

Per questo Sinistra Progetto Comune porterà in Consiglio una serie di atti coerenti con i cinque punti della piattaforma: un'interrogazione sull'appalto delle biblioteche (clausola sociale applicata, persone effettivamente assorbite, CCNL applicato, part-time involontari, mancato avvio della reinternalizzazione e del concorso per bibliotecari e archivisti); un atto di indirizzo per riportare dentro MUS.E i servizi esternalizzati e investire sul personale diretto; una mozione per inserire nei contributi culturali comunali clausole di equa remunerazione e il divieto di lavoro gratuito non volontario; l'accesso agli atti sul Contratto Generale di Servizio Comune–MUS.E e sui relativi disciplinari, per verificare se contengono standard sul lavoro o rinviano tutto a valle senza vincoli.

Chiediamo infine la calendarizzazione immediata della risoluzione sulla vertenza Uffizi, sospesa in Commissione ad aprile con l'impegno della maggioranza a chiuderla "non oltre metà maggio" e che a oggi non risulta ricalendarizzata. Non chiediamo all'Amministrazione di "ascoltare la cultura": le chiediamo di smettere di esserne la controparte. La città della cultura comincia da chi la cultura la fa lavorando, con un contratto dignitoso e un salario giusto.

Sapendo che non esistono governi amici, giunte amiche, gruppi consiliari amici, ma un ruolo che la politica deve svolgere, rispondendo a movimenti, conflitti e sindacati". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

12/06/2026, 12:04

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