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Palagi (SPC): "Cubo nero, San Gallo, ex OGR, Sant'Orsola: l'UNESCO segnalava il problema nel 2015"

Dettagli

«A undici anni di distanza, le sei raccomandazioni ICOMOS restano in larga parte disattese»
Data:

1 Giugno 2026

Tempo di lettura:

4 minuti, 37 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi, Sinistra Progetto Comune

"I verbali del Comitato di Pilotaggio del sito UNESCO «Centro Storico di Firenze», acquisiti via accesso atti, contengono una citazione che a undici anni di distanza dalla sua produzione non ha mai ricevuto l'attenzione che merita. Nelle richieste formulate dal Centro del Patrimonio Mondiale al Comune di Firenze in data 6 maggio 2015, registrate nel verbale del Comitato di Pilotaggio del 25 ottobre 2016, fra le criticità contestate alla città si legge testualmente: «vendita di complessi monumentali pubblici o semi-pubblici (palazzi, conventi e Rotonda del Brunelleschi) a soggetti privati e il loro cambio d'uso». Non un singolo edificio, non una singola operazione: una contestazione dell'intero modello di gestione del patrimonio architettonico pubblico della città, da parte dell'organo delle Nazioni Unite preposto alla sua tutela.

Da allora, quel modello si è verificato puntualmente in una sequenza impossibile da non leggere come unitaria: l'ex Teatro Comunale, venduto e trasformato in appartamenti di lusso per locazione turistica (il cosiddetto cubo nero, oggetto del dossier comunale al MiC e all'UNESCO di marzo 2026), l'ex Ospedale Militare San Gallo (oggi resort di lusso e residenze ad alto valore immobiliare), l'ex Sant'Orsola (concessionario ARTEA), la Manifattura Tabacchi (anch'essa in via di trasformazione dopo decenni di indecisione), le ex Officine Grandi Riparazioni alla Leopolda, acquisite dal fondo lussemburghese Ginkgo 3 (su cui il Comune ha annunciato di voler attivare ex post il Comitato di Pilotaggio).

Nel maggio 2017 la missione consultiva ICOMOS-UNESCO, attivata anche da una serie di esposti, formulò al Comune sei raccomandazioni formali:

1.⁠ ⁠valutare le conseguenze sul flusso turistico dell'alta velocità ferroviaria e dell'ampliamento aeroportuale;
2.⁠ ⁠abbandonare definitivamente il progetto di tramvia sotterranea sotto il centro storico;
3.⁠ ⁠non consentire nuovi parcheggi pubblici nel centro storico, con esplicito stop al parcheggio di Piazza Brunelleschi;
4.⁠ ⁠istituire un registro pubblico degli edifici a rischio di sottoutilizzo o decadimento;
5.⁠ ⁠esplicitare meglio gli attributi dell'Outstanding Universal Value nel nuovo Piano di Gestione;
6.⁠ ⁠incorporare l'Heritage Impact Assessment come prassi obbligatoria per ogni intervento sul sito.

A nove anni di distanza, il bilancio è impietoso: si continua a parlare di nuovi parcheggi interrati in area centrale, non si sta discutendo degli edifici a rischio individuati dal laboratorio HHeRe_Lab (che ne ha individuati 280 e schedati oltre 70, da quel che ci risulta), e l'Heritage Impact Assessment è entrato formalmente in vigore solo il 6 giugno 2025 con il nuovo Piano Operativo, quindi otto anni dopo la raccomandazione ICOMOS, troppo tardi per i grandi interventi già realizzati o in stato avanzato (ex Teatro Comunale in primo luogo, ma anche Sant'Orsola e San Gallo). Sul cosiddetto “Cubo Nero”, lo stesso Comune ammette nel dossier inviato al MiC nel marzo 2026 che la valutazione preventiva non è stata effettuata.

La risposta che la maggioranza sta costruendo in questi giorni è puntuale e cosmetica: toppe applicate al sintomo, non risposte al modello. Il modello è quello di una città che ha consegnato pezzi importanti del proprio patrimonio monumentale alla rendita immobiliare e turistica, e che oggi prova a coprire l'esito con procedure post-decisionali. Le sei raccomandazioni di ICOMOS del 2017 erano un'occasione di riforma strutturale; sono state in larga parte disattese o ridotte a esercizio tecnico. La domanda che non viene mai posta è quella politica: chi possiede il patrimonio della città, e a quale uso lo destina?

Depositeremo un'interrogazione consiliare articolata in capitoli (uno per ciascuno dei dossier elencati) per chiarire, per ogni intervento, se l'Ufficio UNESCO comunale abbia espresso parere preventivo, se sia stato eseguito un Heritage Impact Assessment, se l'intervento sia stato inserito nei monitoraggi del Piano di Gestione 2016 e 2021, se ne sia stata data informativa al Centro del Patrimonio Mondiale di Parigi. In parallelo, con una richiesta integrativa di accesso atti chiederemo il dossier integrale di 18 pagine trasmesso al MiC nel marzo 2026 sull'ex Teatro Comunale, la nota del Centro del Patrimonio Mondiale che lo ha originato, l'atto formale di convocazione del Comitato di Pilotaggio sulle ex OGR, e i pareri preventivi rilasciati dall'Ufficio UNESCO sulle delibere comunali dal giugno 2025 (data di entrata in vigore della procedura HIA con il nuovo Piano Operativo) a oggi". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

01/06/2026, 11:56

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