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Palagi (SPC): "Consolato onorario di Israele, Fondazione Meyer, differenze tra antisemitismo e critica istituzionale"

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"Chi disegna svastiche sta dall'altra parte rispetto a noi e ai nostri mondi. Ribadiamo la legittimità delle nostre iniziative politiche: non hanno niente a che fare con l'odio razziale"
Data:

4 Maggio 2026

Tempo di lettura:

2 minuti, 40 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

"Abbiamo già detto ieri sera cosa pensiamo delle scritte antisemite apparse sui muri di Firenze. Lo ripetiamo senza incertezze: chi disegna svastiche e invoca il rogo sta dall'altra parte rispetto a noi, alla nostra storia e ai mondi a cui apparteniamo. Non esiste zona grigia su questo.

Oggi il Console onorario di Israele affida alla stampa un "sorriso tiepido" rivolto a chi condanna le scritte ma non difende la sua presidenza della Fondazione Meyer. È una mossa che mescola deliberatamente due piani che non hanno niente in comune, e che non possiamo lasciare senza risposta.

Giovedì pomeriggio si terrà un'iniziativa pubblica sul DDL Romeo — la proposta di legge che, dopo il primo via libera del Senato a marzo 2026, adotta la definizione operativa dell'IHRA sull'antisemitismo. È una definizione che tra i propri esempi applicativi include il fatto di "applicare due pesi e due misure nei confronti di Israele": una formulazione che, secondo molti giuristi e organizzazioni per i diritti umani tra cui Amnesty International, rischia di trasformare la critica legittima alle politiche del governo israeliano in fattispecie perseguibile. L'iniziativa discuterà esattamente questo nodo — il confine tra antisemitismo e dissenso politico — e per noi rientra nel lavoro ordinario di approfondimento.

La richiesta che il Console onorario di Israele lasci la presidenza della Fondazione Meyer nasce da una valutazione istituzionale precisa: quella presidenza non è compatibile, a nostro avviso, con il ruolo di rappresentanza di un governo sotto giudizio davanti alla Corte Internazionale di Giustizia, che ha reso Gaza uno dei luoghi più pericolosi al mondo per le bambine e i bambini. È una questione di opportunità istituzionale. Non ha niente a che fare con la persona di Carrai, con forme di odio, o con la comunità ebraica di Firenze: sostenere il contrario vuol dire costruire un teorema su presupposti falsati.

Usare le scritte antisemite per blindare quella posizione — o per gettare ombre su chi chiede legittimamente conto di scelte istituzionali — è esattamente il tipo di operazione che rende più difficile combattere l'antisemitismo reale. Perché lo confonde con il dissenso politico, e finisce per svalutare entrambi.

Noi teniamo i piani separati. E continueremo a fare il nostro lavoro, in modo trasparente, senza ambiguità o ipocrisie". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

04/05/2026, 13:29

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