Palagi (SPC): "Affitti brevi a Firenze: dodici emendamenti per il Consiglio comunale"
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1 Giugno 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune
"Il Consiglio Comunale di Firenze è convocato per giovedì 4 giugno per votare la delibera 2026/00034, che estende il blocco delle nuove autorizzazioni alle locazioni turistiche brevi anche alle sottozone A3 e A4 (Centro storico extra-UNESCO, Campo di Marte, Cure, parti di Rifredi e Statuto). La Sindaca e la Giunta hanno scelto di non costruire un'alleanza con il Consiglio comunale, tenendo lo studio del Professor Celata nascosto per mesi e arrivando a imporre al Consiglio un calendario che preclude qualsiasi reale confronto. Non ci convince che la ragione sia quella di evitare una corsa a nuove registrazioni: il calendario poteva essere concordato prima, anche con scadenze ravvicinate urgenti, senza per questo trattare il Salone dei Duecento come uno spazio di ratifica.
Ciò nonostante, poiché da anni chiediamo di agire a contenimento di questo fenomeno anche usando gli strumenti urbanistici di cui il Comune dispone da tempo, abbiamo voluto depositare 12 emendamenti, ancora una volta dimostrando che ci interessa il merito di ogni processo.
Riteniamo imprescindibile agire per evitare di cristallizzare lo stock esistente di 16.906 locazioni turistiche brevi (il 56% di tutti i posti letto della città) e distinguere chi mette a reddito una stanza di casa propria da chi gestisce decine di unità in regime industriale. Pensiamo inoltre sia importante estendere lo studio della pressione delle locazioni brevi anche a livello condominiale, dove la pressione abitativa e i costi dell'abitare si misurano davvero (l'80% delle locazioni turistiche brevi a Firenze risulta essere in condominio). Deve inoltre essere previsto un programma di riconversione e una leva fiscale dedicata, ascoltando quei mondi (sindacali, associativi, accademici) che da anni e anni suggeriscono le strade da intraprendere.
Il primo blocco dei nostri emendamenti è di metodo: cinque correzioni puntuali che non comportano alcun costo politico per la maggioranza e che, se rigettate, configurerebbero una chiusura preconcetta al confronto.
1) Ripristina lo standard di misure minime per tutti i servizi igienici, che la stessa delibera abbassa contraddicendo la propria motivazione.
2) Corregge quello che appare essere un refuso tecnico nella numerazione dei commi.
3) Chiarisce una formulazione sanzionatoria che altrimenti parrebbe configurarsi come un alleggerimento involontario.
4) Chiude la finestra temporale tra l'adozione della delibera da parte della Giunta, il voto in aula e i 15 giorni che devono passare dalla pubblicazione del regolamento.
5) Prevede la pubblicazione su Open Data di una mappa georeferenziata di tutti gli esercizi ricettivi regolarmente registrati, con aggiornamento trimestrale.
Il secondo blocco mette sul tavolo le proposte politicamente forti che derivano dal lavoro importante fatto sul territorio da realtà come SUNIA e Progetto Firenze, e dal confronto con il rapporto MEMOTEF dell'Università Sapienza e le esperienze internazionali di Barcellona, Amsterdam, Parigi, Lisbona, Berlino e New York.
6) Introduce la distinzione normativa tra regime non imprenditoriale (persona fisica, fino a 2 unità gestite direttamente) e regime imprenditoriale (3 o più unità, oppure gestione affidata a un'impresa anche con una sola unità) — la soglia delle 2 unità è quella oltre la quale la normativa fiscale impone già oggi l'obbligo di partita IVA. Per il regime imprenditoriale chiediamo una dichiarazione asseverata di rispetto dei contratti collettivi nella filiera e una superficie minima dell'alloggio.
7) Fissa un limite di 120 giornate/anno nelle sottozone A1-A3-A4 e 150 nelle altre zone, sul modello di Parigi (Loi Le Meur 2024) e Amsterdam.
8) Propone una variante con tetto uniforme di 120 giornate su tutto il territorio, come opzione più semplice da applicare.
9) Sul modello Barcellona prevede che le autorizzazioni per Locazioni Turistiche Brevi con attività consolidata da almeno cinque anni al 31 maggio 2028 non siano automaticamente rinnovate alla scadenza, lasciando al Comune la valutazione caso per caso in funzione degli obiettivi di riduzione dello stock: senza misure di questo tipo i 16.906 esercizi non diminuirebbero di certo.
10) Estende il monitoraggio ai Quartieri 3, 4 e 5, dove i dati Inside Airbnb 2025 documentano la crescita più dinamica nel 2024-2025 (la delibera interviene sulla geografia del fenomeno di due-tre anni fa).
11) Prevede assemblee aperte obbligatorie presso ciascun Consiglio di Quartiere come precondizione operativa dell'applicazione dell'art. 8-bis, come strumento di ascolto strutturato con le decisioni amministrative che restano in capo agli organi elettivi.
12) Introduce una soglia massima di pressione ricettiva per condominio, misurata sul rapporto tra unità destinate a locazioni turistiche brevi o altre forme di ricettività e numero totale di unità abitative dello stabile, da definirsi con deliberazione di Giunta entro 90 giorni applicando i criteri MEMOTEF (l'80% degli affitti brevi fiorentini è in condominio, il carico antropico turistico supera di molto quello residenziale, ma le ripartizioni millesimali restano invariate).
Giovedì presenteremo ovviamente anche ordini del giorno altrettanto puntuali.
Rispetto alla mobilitazione contraria del Ministro Salvini (che vuole togliere poteri ai Comuni) siamo dalla parte di chi vuole un pubblico forte dalla parte di chi ha meno potere. Ma siamo autonomi e fuori dalla coalizione di centrosinistra che in Regione sembra voler a sua volta smontare le competenze degli Enti Locali di maggiore prossimità.
Come forza di opposizione continuiamo a pensare che il nostro ruolo sia quello di portare nelle istituzioni un punto di vista radicalmente alternativo a chi in questi decenni ha permesso ai nostri territori di trasformarsi in luoghi da cui estrarre continuamente rendita e profitto, a danno del lavoro e della vita quotidiana della maggioranza delle persone.
Attendiamo i pareri tecnici e la discussione di giovedì, ribadendo che il modo in cui si sono poste Sindaca e Giunta non aiuta il confronto". (fdr)

