PAC, Locchi (FI): “Voto contrario. Firenze merita di più: una politica ambientale che unisca, non che divida. Che coinvolga, non che obblighi”
22 Giugno 2026
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Descrizione
“Intervengo su questa delibera con un approccio che vorrei fosse chiaro: il tema della qualità dell’aria non è e non deve essere oggetto di scontro ideologico. Tutti noi, maggioranza e opposizione, condividiamo l’obiettivo di migliorare la qualità dell’aria e tutelare la salute dei cittadini.
I fini di questo piano sono giusti. Ma è proprio perché i fini sono condivisibili che dobbiamo essere ancora più rigorosi nel giudicare i mezzi.
Questo Piano di Azione Comunale propone un insieme molto ampio di interventi: limitazioni al traffico, estensione di ZTL e zone 30, riduzione dell’uso dei veicoli privati, modifiche ai sistemi di riscaldamento domestico, promozione della mobilità alternativa, iniziative educative.
Il problema non è la direzione. Il problema è il modo in cui si chiede ai cittadini di arrivarci.
Primo punto: l’equilibrio tra divieti e alternative.
In questo piano vediamo molte misure restrittive—limitazioni del traffico, vincoli sugli impianti, obblighi e divieti—ma non vediamo con la stessa forza la garanzia che esistano alternative realmente accessibili.
Perché è facile dire ai cittadini: “non usare l’auto”. Ma è più difficile garantire un trasporto pubblico efficiente per tutti, in tutti i quartieri, in tutti gli orari.
È facile imporre la dismissione di impianti inquinanti, ma è più difficile assicurare contributi adeguati, tempi certi e supporto concreto per le famiglie che dovranno sostenere quei costi.
E allora la domanda è semplice: questo piano accompagna i cittadini o li obbliga?
Secondo punto: l’impatto sociale ed economico.
Le scelte contenute nel piano incidono in modo diretto su:
· lavoratori che si spostano ogni giorno,
· famiglie che vivono fuori dalle aree meglio servite,
· piccoli artigiani e attività economiche.
Quando si introducono limitazioni—sulla mobilità o sugli impianti domestici—bisogna sempre chiedersi: chi paga davvero il costo della transizione?
Perché il rischio è evidente: che la sostenibilità ambientale diventi, di fatto, un peso che ricade soprattutto su chi ha meno possibilità di adattarsi.
E questo non è accettabile.
Terzo punto: la gradualità e il realismo.
Il piano indica una serie molto ampia di interventi strutturali: dalla mobilità al patrimonio edilizio, fino alla promozione di nuovi comportamenti.
Ma manca, a mio avviso, una cosa fondamentale: una chiara gerarchia delle priorità e una reale valutazione dell’efficacia delle singole misure.
Non tutte le azioni hanno lo stesso impatto sulla qualità dell’aria. Non tutte hanno lo stesso costo sociale.
E allora perché non concentrare gli sforzi prima sulle misure più efficaci e meno penalizzanti?
Perché non costruire un percorso più graduale, verificabile passo dopo passo, invece di presentare un insieme molto ampio di interventi senza una chiara scala di priorità?
Quarto punto: il metodo amministrativo.
Un piano di questa portata non può essere percepito come qualcosa di calato dall’alto.
Serve coinvolgimento vero: dei cittadini, delle categorie economiche, dei quartieri.
Serve trasparenza sui dati, sugli obiettivi intermedi, sui risultati attesi.
Perché la qualità dell’aria si migliora con le regole, sì, ma soprattutto con la fiducia.
E la fiducia si costruisce coinvolgendo, non imponendo.
Concludo.
Io non voterò contro questo piano perché non credo nella sostenibilità. Al contrario: proprio perché ci credo, vorrei che fosse una transizione giusta, sostenibile anche socialmente, e realmente efficace ed invece credo non lo sia.
Una transizione che:
· non scarichi i costi sui cittadini più fragili,
· non penalizzi chi non ha alternative immediate,
· e soprattutto non si basi solo su divieti, ma su opportunità concrete.
Perché altrimenti il rischio è chiaro: fare scelte anche condivisibili negli obiettivi, ma destinate a creare resistenze, disuguaglianze e, alla fine, meno risultati.
E noi crediamo che Firenze meriti di più: una politica ambientale che unisca, non che divida”.
Questo l’intervento del capogruppo di Forza Italia Alberto Locchi in aula nel Consiglio comunale odierno
(fdr)

