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Modifica al Regolamento affitti turistici brevi, la sindaca Funaro: “Non una battaglia contro qualcuno ma per Firenze. Prima città italiana ad aver regolamentato la materia, proseguiamo il lavoro con un monitoraggio costante"

Dettagli

L’intervento della sindaca in Consiglio comunale. "Al centro tutela della residenzialità. Particolare attenzione ai piccoli proprietari che non svolgono attività a uso imprenditoriale, tema importante"
Data:

4 Giugno 2026

Tempo di lettura:

7 minuti, 21 secondi

Descrizione

 

 

 

 

“Una misura a tutela della città, non una battaglia contro qualcuno. Lo hanno affermato le sentenze del TAR, l’interesse generale può giustificare limitazioni alle locazioni turistiche brevi per tutelare ambiente urbano, tessuto sociale e diritto all’abitare. Sono i principi che ispirano questo regolamento e le ulteriori azioni che stiamo portando avanti per tutelare la città e la residenzialità”. 

Così ha detto la sindaca Sara Funaro che questa mattina è intervenuta in Consiglio comunale in occasione del dibattito sulla delibera di integrazione al regolamento degli affitti turistici brevi.

 

“Siamo la prima città a livello italiano ad aver regolamentato questa materia. Abbiamo iniziato questo percorso un anno fa, grazie alla legge regionale che ci ha consentito di poter iniziare a mettere regole chiare sia per chi già svolgeva questa attività sia per chi cominciava a svolgerla. – ha detto Funaro - Abbiamo dato mandato all’Università La Sapienza di Roma e al professor Filippo Celata, tra i maggiori esperti del settore e già consulente di numerose amministrazioni locali, il compito di realizzare uno studio approfondito sul territorio fiorentino, analizzando sia la situazione in essere sia dello sviluppo in prospettiva del fenomeno. Gli indicatori utilizzati per questo studio, pressione ricettiva, pressione residenziale, rischio di spillover, estensione del fenomeno e vulnerabilità sociale, delineano un quadro molto chiaro, con un’estensione del fenomeno molto rilevante. Abbiamo voluto aspettare le sentenze del TAR sui ricorsi presentati su keybox, affitti brevi e variante urbanistica, proprio per avere un quadro giuridico definito. Le sentenze hanno dato ragione al Comune su tutti e tre questi aspetti e hanno posto alcuni principi generali che hanno guidato e continuano a guidare la nostra azione amministrativa e i provvedimenti che oggi vanno all’approvazione del Consiglio comunale. – ha proseguito Funaro - Le sentenze dicono chiaramente che l’interesse generale può giustificare limitazioni alle locazioni turistiche brevi per tutelare ambiente urbano, tessuto sociale e diritto all’abitare. Sono gli stessi principi che ispirano questo regolamento e le ulteriori azioni che stiamo portando avanti. Le sentenze affermano inoltre che le amministrazioni interessate da fenomeni di sovraffollamento turistico possono intervenire sui propri territori per orientarne meglio lo sviluppo. Questi sono due punti fondamentali e di fatto indicano che l’interesse generale della città e la tutela del diritto all’abitare vengono prima di qualsiasi altra cosa e i Comuni non solo possono, ma devono mettere in campo tutti gli strumenti necessari per governare questo fenomeno. Basta questo regolamento? No, siamo consapevoli che questo non basta e che deve essere accompagnato da una serie misure per incentivare la residenza sul nostro territorio. Lo stiamo già facendo. Stiamo investendo risorse sull’edilizia residenziale pubblica per assegnare il maggior numero possibile di alloggi. Abbiamo inoltre affidato alla BEI uno studio finalizzato a individuare modalità che consentano di valorizzare il patrimonio comunale, dirci quali sono le condizioni migliori per attivare mutui e così costruire nuova edilizia residenziale sociale, pubblica. È un’operazione che va nella direzione opposta rispetto a ogni logica speculativa e che punta concretamente a rafforzare il diritto all’abitare. Parallelamente, continuiamo a confrontarci con le realtà del territorio e con tutti i livelli istituzionali, compreso quello governativo, nell’ambito del Piano Casa, rispetto al quale permangono importanti criticità. La regolamentazione degli affitti brevi si inserisce quindi in un percorso più ampio di sostegno alla residenzialità. Riconfermiamo il lavoro sugli incentivi e sugli sgravi fiscali per favorire il passaggio dagli affitti brevi agli affitti di lungo periodo. Sappiamo che le misure messe in campo da tempo su questo fronte non si sono rivelate sufficientemente attrattive. Ma insieme a questo e a un lavoro di confronto sempre più centrato con il territorio, possiamo pensare a nuove misure che dando attenzione ai proprietari, puntino ad avere in città affitti sempre più sostenibili”. 

“A chi sostiene che in altre città queste misure non abbiano prodotto risultati, invito ad analizzare con attenzione le esperienze europee. Ho avuto modo di confrontarmi direttamente con la realtà di Barcellona e i dati mostrano che gli interventi adottati hanno avuto effetti concreti sul mercato e sui prezzi degli affitti. Ci sono stati dei cambiamenti, certo non risolutivi, ma invito tutti a vedere com’è andata in queste città. – ha continuato Funaro - A chi dice che stiamo violando il diritto di proprietà privata, ricordo un passaggio della sentenza, quello relativo al bilanciamento tra proprietà privata e utilità sociale sui territori. Un passaggio fondamentale, che si richiama agli artt 41 e 42 della Costituzione, che su questo dicono cose molto chiare. Un passaggio tecnico, certamente, ma che appunto riprende principi costituzionali: qualcuno la nostra Carta la voleva cambiare, qualcun altro no, evidentemente ci sono visioni differenti. Le stesse sentenze affermano inoltre che le misure adottate dal Comune di Firenze per contenere le dimensioni del fenomeno, che la variante impugnata non elimina ma cristallizza, non sono né estemporanee né possono dirsi punitive o discriminatorie, poiché sono finalizzate a risolvere problematiche specifiche non imputabili ad altre forme di ospitalità turistica. Bastano questi elementi per fare chiarezza.

“Sappiamo bene che queste misure non raccolgono il consenso di tutti. Tuttavia, chi amministra ha il dovere di assumere decisioni che ritiene utili per il bene comune e per la tutela della città, indipendentemente dal consenso immediato che esse possono generare.

Siamo inoltre consapevoli che questo regolamento non può essere considerato uno strumento statico. Sarà costantemente monitorato e aggiornato. Se emergeranno nuove aree caratterizzate da una crescita significativa del fenomeno, interverremo. Se invece in alcune zone si registrerà una riduzione della pressione, potremo valutare anche eventuali riaperture.

Come amministrazione abbiamo piena consapevolezza del fatto che molti cittadini possiedono una seconda casa e che questa può rappresentare una legittima integrazione del reddito familiare. Oggi mancano però normative nazionali che consentano di distinguere adeguatamente tra piccoli proprietari e attività di carattere imprenditoriale. La legge regionale prevede una moratoria di tre anni per le attività già esistenti. Un anno è già trascorso e ne restano altri due durante i quali potremo non solo monitorare l’andamento del fenomeno, ma anche lavorare alla definizione di nuovi criteri per le autorizzazioni future, con particolare attenzione ai piccoli proprietari che svolgono questa attività in forma non imprenditoriale. Si tratta di un tema a cui tengo particolarmente. Oggi non possiamo ancora intervenire in questa direzione perché dobbiamo rispettare i tempi previsti dalla moratoria, ma questo periodo ci consentirà di analizzare con attenzione la situazione e costruire strumenti adeguati.

Non abbiamo alcuna intenzione di introdurre misure punitive. Le nostre scelte sono finalizzate esclusivamente alla tutela della città. Il monitoraggio sarà costante e rigoroso.

Non stiamo conducendo una battaglia contro qualcuno. Stiamo lavorando per Firenze”, ha concluso Funaro.

 

(sa. ca.)

Ultimo aggiornamento:

04/06/2026, 13:29

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