Franchi, SPC: "Due impegni chiari dalla Commissione. Sul resto, la gestione lascia ancora molte domande aperte"
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23 Aprile 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune e Lorenzo Palandri - Sinistra Progetto Comune Quartiere 2
"Esprimiamo, almeno in parte, soddisfazione per l'esito di oggi in Commissione 5: due atti hanno ricevuto parere favorevole unanime, dopo alcuni emendamenti, a seguito degli interventi dei gruppi di maggioranza, del Presidente della Commissione e del Direttore della Direzione Servizi Tecnici. Non è un risultato formale e ringraziamo tutte le parti che hanno concorso al risultato, con cui si testimonia una volontà istituzionale chiara, su due questioni che avevamo posto e che meritavano una risposta.
La prima riguarda la memoria. Il Sacrario dei Martiri del Campo di Marte — il luogo dove il 22 marzo 1944 cinque giovani renitenti alla leva della Repubblica Sociale Italiana furono fucilati ai piedi di quello che allora si chiamava ancora stadio Giovanni Berta, davanti a una folla costretta ad assistere — è stato usato come area di deposito di rifiuti, transenne e materiali durante i lavori in corso. Le famiglie dei caduti lo avevano denunciato per scritto. La mozione approvata oggi impegna l'Amministrazione a garantire che non accada mai più, in nessuna fase dei lavori, e apre la possibilità di prendere in considerazione l'ipotesi degli uffici di spostare il Sacrario in un'area più fruibile e visibile, con il coinvolgimento del Quartiere 2, del Comune di Vicchio e delle realtà antifasciste della Città.
La seconda riguarda l'energia. Il progetto originario del "nuovo" Franchi prevedeva un impianto fotovoltaico — un'infrastruttura rilevante non solo per lo stadio ma per l'intera area di Campo di Marte, con la prospettiva di una Comunità Energetica Rinnovabile. I problemi di copertura finanziaria, secondo noi, rischiavano di farlo sparire silenziosamente. L'ordine del giorno approvato oggi lo dichiara necessario, impegna l'Amministrazione a cercare soluzioni tecniche ed economiche concrete — incluse forme di coinvolgimento di società di servizi energetici come le ESCo.
Su questo siamo soddisfatti, anche se rimangono i problemi più generali.
Il contesto in cui questi atti maturano è quello di una gestione complessiva della vicenda Franchi che non ci convince. La Commissione d'Indagine proposta con la delibera DPC/2026/00003 — a cui l'ordine del giorno è collegato — era stata proposta proprio perché il percorso che ha portato alla situazione attuale non è mai stato portato davanti al Consiglio comunale in modo trasparente e completo.
Sul piano economico, i conti non tornano ancora: il costo complessivo della ristrutturazione si attesta ora intorno ai 265 milioni di euro, ma le risorse pubbliche disponibili — fondi PNRR, PNC, mutui — coprono circa 205 milioni. Restano scoperti circa 60 milioni e probabilmente la cifra va aggiornata. La Fiorentina ha mostrato disponibilità a partecipare a un project financing, e si è parlato di 85 milioni complessivi tra completamento del secondo lotto e opere accessorie. Ma nessun accordo è stato firmato: le trattative sono in corso, e chi le segue sa che "servirà più tempo per la fumata bianca". Oggi ci è stato confermato: tecnicamente, sul nodo economico non c'è nulla di definito, tutto è fermo al primo cronoprogramma firmato con la ditta che sta portando avanti i cantieri.
Sull'ipotesi Padovani — che avrebbe potuto essere la soluzione temporanea per ospitare la squadra durante i lavori più impattanti — non si è mai andati davvero avanti. La Fiorentina stessa aveva dichiarato l'opzione "non percorribile" e tanto è bastato, nonostante Palazzo Vecchio sia proprietario degli impianti.
Continueremo a seguire questa vicenda con gli strumenti che abbiamo: atti, commissioni, e la richiesta che le decisioni che riguardano uno degli stadi più importanti d'Europa — patrimonio della Città e della squadra che ci gioca, oltre le singole proprietà - vengano prese con il Consiglio comunale e di Quartiere 2". (fdr)

