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Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune) e Giulia Marmo (Sinistra Progetto Comune Quartiere 4): “Ponte all’Indiano: la Giunta risponde rovesciando le parole, ma conferma il problema”

Dettagli

“Sullo sgombero del 21 maggio la coppia di persone anziane non era nota ai Servizi ed è stata avvicinata solo il giorno della ruspa”
Data:

13 Giugno 2026

Tempo di lettura:

3 minuti, 52 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune
quartiere 4

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Giulia Marmo di Sinistra Progetto Comune al Quartiere 4 e di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune

“A diciassette giorni dallo sgombero di Ponte all’Indiano, e dopo due interrogazioni urgenti (la nostra e quella di Firenze Democratica) è arrivata la risposta della Giunta, firmata dalla Vicesindaca, con delega all'Ambiente. È una risposta che merita di essere letta con attenzione, perché mentre prova a chiudere la questione finisce per confermarla.
La Giunta scrive che la tutela delle persone presenti è stata «condizione preliminare e strutturante della pianificazione operativa». È, parola per parola, il rovesciamento di quanto avevamo denunciato: che la presa in carico fosse stata subordinata alle esigenze del cantiere, anziché precederle. Peccato che la stessa risposta, poche righe più sopra, smentisca la propria formula. Ammette infatti che la coppia di persone anziane presente nell’area «non risultava precedentemente conosciuta ai Servizi sociali» e che il colloquio è avvenuto «in occasione dell'intervento»: il giorno stesso dell’abbattimento delle strutture. Se davvero ci fosse stata una ricognizione preventiva efficace, politicamente, due tra le persone più visibilmente fragili non sarebbero state intercettate solo davanti alle ruspe.
C’è di più. Per quelle due persone non viene indicata alcuna soluzione abitativa garantita: la risposta riferisce che «intendevano organizzarsi» presso un figlio, con «incertezza sulla sostenibilità» nel tempo, e che il contatto era «in corso di definizione». Tradotto: nessun alloggio assicurato, esattamente il vuoto che avevamo segnalato.
Sui documenti e gli effetti personali gettati (il punto sollevato dall’altra interrogazione di Firenze Democratica) la Giunta nega, ma fonda la smentita sull'assenza di segnalazioni arrivate alla Polizia Municipale. Non è una verifica: è l'assenza di una denuncia da parte di persone rimaste senza casa e, in alcuni casi, senza documenti. Nell’area, lo ricordiamo, erano presenti cinque persone. Della persona con permesso di soggiorno e in condizione di fragilità per problemi di salute mentale, e delle donne presenti, la risposta non dice nulla.
Restano poi del tutto senza risposta le domande di merito: se i fondi europei del programma PN Metro PLUS 2021-2027 che finanziano la bonifica prevedano anche una componente di intervento sociale per chi quelle aree le abita, e con quali risorse; perché l'operazione del 3 maggio sia stata condotta in silenzio e quella del 21 maggio con la Sindaca e le telecamere; e se le fasi successive del Parco Florentia coinvolgeranno altre aree abitate, con quale accompagnamento sociale.
Il punto politico è semplice. Un parco pubblico finanziato con fondi europei è una cosa buona. Ma una riqualificazione che separa la dimensione ambientale da quella sociale (come già accadde nel 2020 con la chiusura del campo di Poderaccio, che ospitava fino a 470 persone) scarica sulle persone più povere il costo del «decoro». E i tempi parlano da soli: l'accordo quadro per il procedimento in danno è di dicembre 2024, il contratto attuativo per Isolotto e Argingrosso di marzo 2025, le modalità operative di Alia Plures per quell'area del 28 aprile 2026. Oltre quattordici mesi per pianificare il cantiere, contro un solo colloquio, il giorno della ruspa, per le persone più fragili. Dice esattamente quale sia stata la priorità.
Per questo torniamo a chiedere risposte con una nuova interrogazione. Non ci accontentiamo di una formula che capovolge le parole: vogliamo sapere dove sono, oggi, le persone allontanate, e con quali strumenti l’Amministrazione intende garantire che la prossima volta la tutela venga prima, e non dopo, della demolizione”. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

13/06/2026, 11:14

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