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Diritto alla sosta e alla mobilità, Palagi (SPC): "Su stalli riservati e contrassegni disabilità situazione critica"

Dettagli

"3.004 posti riservati a fronte di 7.225 contrassegni attivi. Problemi di censimento e di mancata decadenza dopo i decessi"
Data:

9 Giugno 2026

Tempo di lettura:

5 minuti, 36 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

"Ringraziamo la Direzione Mobilità e Servizi alla Strada per averci fornito dati aggiornati al 30 aprile 2026, che fotografano una situazione critica su almeno due fronti per quanto riguarda la tutela di chi ha un titolo legato al riconoscimento di una condizione di disabilità.

Il primo riguarda gli stalli. I 3.004 posti riservati comunicati (di cui solo 1.121 personalizzati) si riferiscono, per ammissione della stessa risposta, alle «sole aree mappate con catasto della sosta», cioè alla ZTL e alle Zone a Controllo della Sosta (ZCS) disciplinate. È bene chiarire cosa significa, per non essere fraintesi: le ZCS non coincidono con l'intero territorio dei Quartieri, ma con gli elenchi di vie in cui la sosta è regolamentata dal relativo disciplinare (in sostanza la città densa, centrale e semicentrale). Tutte le strade dove la sosta non è regolamentata (comprese ampie porzioni delle aree periferiche e collinari) restano fuori dal censimento. Il Comune, quindi, non ha fornito (e verosimilmente non dispone di) un quadro completo di quanti stalli per persone con disabilità esistano davvero sul proprio territorio, né può programmarli in modo equo. Non a caso la dotazione mappata è concentrata nei Quartieri 1, 2 e 5 e cala nei Quartieri 3 e 4 (per quartiere, sul totale dei 3.004 stalli: Q1 Centro Storico 718, Q2 Campo di Marte 928, Q3 Gavinana-Galluzzo 240, Q4 Isolotto-Legnaia 319, Q5 Rifredi 799; di cui personalizzati, rispettivamente, 208, 367, 90, 142 e 314): un doppio svantaggio per le periferie, dove vivono spesso le persone più anziane e meno abbienti.

Il secondo riguarda i contrassegni. Alla data del 30 aprile 2026 risultano 7.225 contrassegni attivi, 5.802 rilasciati dal 1° gennaio 2024 e 4.447 sospesi o cessati nello stesso periodo. Ma alla domanda su quanti di quei titoli siano stati verificati a riscontro dei registri di stato civile, la risposta è netta: il dato «non è disponibile in quanto SAS non effettua questa tipologia di riscontri». In altre parole, non si incrocia l'elenco dei contrassegni con l'anagrafe dei decessi, pur trattandosi di due informazioni che lo stesso Comune di Firenze possiede: è il Comune a registrare le morti nei registri di stato civile ed è la Sindaca a rilasciare i contrassegni. Un titolo intestato a una persona deceduta resta così formalmente «attivo» fino alla scadenza quinquennale, a meno che non arrivi comunicazione dalla famiglia.

Lo squilibrio di fondo non è nuovo: 7.225 contrassegni attivi contro 3.004 stalli mappati significano oltre due titoli per ogni posto riservato, e gli stalli personalizzati non crescono da oltre un anno. Sinistra Progetto Comune lo segnala almeno dal 2022.

Non si tratta di dare la "caccia" alle persone con disabilità, ma esattamente del contrario: di tutelarle. Si difendono i diritti di chi ne ha bisogno pretendendo che l'Amministrazione riconosca priorità politica a questi aspetti e dia indicazioni conseguenti ai propri uffici. Un albo gonfiato da titoli mai aggiornati e l'assenza di una mappa completa degli stalli tolgono spazio, priorità e controlli proprio a chi quei diritti li ha davvero.

Su questa base il gruppo ha depositato due nuovi atti. Un'interrogazione chiede alla Sindaca e alla Giunta se fossero a conoscenza della mancata verifica, se la ritengano compatibile con il buon andamento dell'amministrazione e con la tutela delle persone con disabilità, e se intendano introdurre un incrocio periodico e sistematico tra l'anagrafe dei contrassegni e i registri di stato civile, inserendolo tra gli obblighi di Servizi alla Strada. Una mozione impegna l'Amministrazione a realizzare un censimento completo degli stalli su tutto il territorio comunale, pubblicato in formato aperto, ad aderire pienamente alla Piattaforma Unica Nazionale dei contrassegni e ad adottare un piano pluriennale di adeguamento della dotazione, con priorità al riequilibrio a favore dei quartieri periferici.

A questi si aggiunge una mozione già depositata da tempo, che impegna la Giunta a dotare i posti auto personalizzati di un sistema di protezione elettronica e/o meccanica - sul modello in sperimentazione in altri Comuni italiani, come Genova e Roma (sistema «Place4me», basato su tecnologia IoT) - e a promuovere una campagna straordinaria di informazione e sensibilizzazione, rivolta alla cittadinanza e alle scuole, sull'obbligo di lasciare liberi gli stalli a chi non ne ha titolo. L'occupazione abusiva di uno stallo personalizzato, va ricordato, è stata configurata dalla Corte di Cassazione (sentenza 17794/2017) come reato di violenza privata.

A ciò si lega anche il nodo dei tempi. Rispondendo il 27 aprile 2026 alla nostra interrogazione urgente, l'Assessore alla Mobilità ha confermato la catena procedurale (da Servizi alla Strada al Global Service Strade, con trasmissione degli ordini all'appaltatore AVR) e ha riferito di 39 stalli personalizzati ancora da realizzare, senza però indicare il tempo medio tra richiesta e installazione né un cronoprogramma di smaltimento dell'arretrato. Proprio su questo abbiamo presentato un ordine del giorno collegato al Rendiconto 2025, che chiede tempi certi e un cronoprogramma per azzerare la lista d'attesa.

Chiediamo che le mozioni e l'ordine del giorno trovino spazio, nelle sedi e nelle Commissioni di competenza, prima della pausa estiva". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

09/06/2026, 12:24

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