Del Re (Firenze Democratica): “Affitti brevi: scelte deboli che spostano il fenomeno solo un po’ più in là. Non si vuol combattere davvero la rendita, non si cercano soluzioni alle cause e né si vuole dare una risposta pubblica al tema casa”
4 Giugno 2026
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Descrizione
Queste le dichiarazioni della capogruppo di Firenze Democratica, Cecilia Del Re:
“Oggi non ero in aula per un intervento programmato, come avevo comunicato e certificato alla Presidenza del consiglio comunale e anche ai Capigruppo, e dispiace apprendere che la sindaca abbia preferito attaccarmi sul personale, lamentandosi del fatto che il Presidente del consiglio comunale abbia voluto comunque mettere in votazione i 6 emendamenti presentati dal nostro gruppo, corredati di ampia motivazione contenuta nei medesimi, così come eravamo rimasti d’accordo col Presidente Guccione (che ringrazio). Peraltro, alla conferenza dei capigruppo di giovedì scorso, avevo pure chiesto - come tutti gli altri capigruppo di minoranza, che ringrazio per essere oggi intervenuti in aula chiedendo rispetto per l’impegno del nostro gruppo - per chiedere il rinvio del consiglio all’8 giugno, ma abbiamo trovato un muro. Quel muro che la sindaca, bypassando la Conferenza dei capigruppo, aveva messo annunciando per oggi il consiglio comunale, a cui, mi è stato appunto riferito, ha eccezionalmente presenziato lei: evento più unico che raro.
Questa delibera, però, è soprattutto - come vedremo -, un atto di immagine più che un atto di vero governo del territorio, e da qui la sua presenza in aula.
Dopo la sentenza della Corte Costituzionale e quelle del Tar a legittimare le norme introdotte dalla regione Toscana in tema di affitti brevi, era il momento di avere uno sguardo d’insieme e pianificare la presenza o meno di questo tipo di locazioni per tutta la città, con un monitoraggio rivolto anche ai comuni contermini dell’area metropolitana.
Invece si è scelto ancora un modo di procedere che non fa altro che alimentare la rendita, procedendo al blocco di alcune zone a singhiozzo, solo dopo che queste già si sono riempite di autorizzazioni, e lasciandone altre libere per arrivare poi a bloccarle solo quando saranno sature. Ci aspettiamo, infatti, tra un anno una nuova “procedura d’urgenza”, utile a creare quel clima comunicativo di lotta alla rendita solo per un posizionamento politico, quando in realtà le nuove zone che verranno vietate si saranno nel frattempo già riempite di affitti brevi.
Nella sostanza, infatti, questo modo di procedere non scontenta nessuno, ma ad arte crea un clima di allarmismo tra gli operatori del settore. L’allarme arriva proprio dalla comunicazione volutamente non chiara e da crociata, dai tempi e dalla mancanza di ascolto dell’amministrazione comunale, non da quanto sul piano sostanziale è stato deciso perché non intacca chi già faceva e fa questa attività. Anche le nuove ultime autorizzazioni per le quali ci sarebbe stata una corsa in questi giorni sono preordinate solo a non vedersi deprezzato l’immobile.
I nostri emendamenti per eliminare a fine 2028 le locazioni turistiche brevi in tutta la zona A (non per vietarne di nuove, ma per eliminare anche le esistenti) come fatto a Barcellona, così come quello che chiedeva la estensione dei divieti anche nelle zone B e D (ovvero su tutta la città, zone universitarie comprese), sono stati respinti anche se avevano avuto parere di regolarità tecnica positivo. Così come è stato respinto il nostro emendamento (che pure aveva avuto parere tecnico positivo) per aumentare a 50 mq la superficie minima dell’alloggio per locazioni turistiche brevi m, e ciò al fine di reimmettere sul mercato immobili di taglia piccola utili per persone single o giovani coppie che oggi fanno molta fatica a trovare un alloggio (Firenze è la città italiana con affitti più cari per i single, come da indagini recentemente pubblicate).
Parimenti respinto l’emendamento che, ascoltando le motivazioni per le quali in questi anni i proprietari di casa si sono spostati sul mercato degli affitti turistici, chiedeva un tavolo anche col Tribunale di Firenze per ridurre i tempi degli sfratti e aumentare gli alloggi volano per le persone indigenti. Così come quello che chiedeva di eliminare la possibilità data recentemente agli alberghi dalla normativa regionale di gestire appartamenti nelle vicinanze della propria struttura. Un’ingiustizia sociale che non risolve ma aggrava il tema casa.
Perché mentre il comune introduce divieti sulle locazioni turistiche, ben poco sta facendo sul fronte della casa, che sarebbe il bene in primis da tutelare. Oltre 840 sono le case popolari vuote per mancanza di risorse per ristrutturarle, e la carenza di alloggi volano è proprio ciò che fino ad ora ha imposto al tribunale tempi più lunghi per gli sfratti.
Ma d’altronde non sembra che l’amministrazione il tema casa lo voglia affrontare davvero di petto, con risposte e strategie che mettono il pubblico al centro; si preferisce piuttosto alimentare la logica dei divieti postumi, incrementando rendite di posizione, e addirittura escludendo dal blocco grandi gruppi di investimento come successo un anno fa per il complesso di via Bufalini e l’ex Teatro comunale. Non importa che la Sindaca appelli la sentenza del Tar, è sufficiente che segua ciò che il Tar le ha suggerito di fare ovvero eliminare quella variante urbanistica che ha creato disparità sociali, e cambiare la convenzione introducendo lì il divieto di affitti turistici, come lo stesso Tar ha affermato essere nella facoltà dell’amministrazione comunale.
Staremo a vedere, ma i fatti fino ad ora parlano da soli. Niente è cambiato sotto al sole di una città che vuole continuare a vivere di rendita.
Ringrazio, infine, la segreteria del gruppo e il mio gruppo per aver seguito stamani i lavori in aula”. (s.spa.)

