Del Re e Piccioli (Firenze Democratica): “Alia Plures promuove iniziative sulla ‘città spugna’, ma dopo essersi assicurata di costruire oltre nuovi 40.000 mq tra Firenze e Sesto Fiorentino”
13 Aprile 2026
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Descrizione
Queste le dichiarazioni degli esponenti di Firenze Democratica:
“Ci ha colpito vedere di recente Alia Plures promuovere un’iniziativa sulla cosiddetta ‘Città Spugna’ - ovvero quel modello di città che si basa su terreni drenanti e si pone contro al consumo di nuovo suolo - posto che, all’inizio di questo mandato, con un protocollo approvato dalla giunta comunale nell’ottobre 2024 ha ottenuto dai suoi soci Comune di Firenze e Comune di Sesto Fiorentino la possibilità di edificare nuove costruzioni per oltre 40.000 mq complessivi. In particolare, sul comune di Firenze si parla di nuovi 15.000 mq nell’area di via Baccio da Montelupo, vicino all’attuale sede di Alia.
L’assessore alle partecipate, in risposta oggi al nostro question time, ha fatto presente come Alia non abbia ancora chiesto al Comune di Firenze di realizzare la nuova costruzione su via Baccio da Montelupo, mentre sarebbero già in corso le procedure per la parte urbanistica relativa al Comune di Sesto Fiorentino.
L’assessore ci ha altresì risposto che quel diritto edificatorio non sia stato inserito a bilancio di Alia Plures, quando avevamo compreso il contrario durante l’audizione del presidente di Alia in commissione controllo lo scorso Gennaio, e pertanto avremo modo di svolgere ulteriori verifiche al riguardo.
Ci pare strano che a quel diritto edificatorio non sia corrisposto un valore economico, posto che quel protocollo è stato siglato a fronte della rinuncia da parte di Alia Plures dei danni richiesti per la mancata realizzazione del termovalorizzatore, e quindi della rinuncia del suo ricorso al TAR nei confronti di Città Metropolitana di Firenze e Regione Toscana.
Abbiamo più volte chiesto in questi 2 anni alla presidenza della commissione ambiente di audire Alia in merito a quel protocollo, ma senza successo. Continueremo a chiederlo.
Ad ogni buon conto, il messaggio che passa da quel protocollo è che invece di pensare a realizzare nuovi impianti di smaltimento dei rifiuti per chiudere il ciclo dei rifiuti dentro i principi dell’economia circolare insieme agli enti locali, che sono anche i propri soci pubblici, Alia sia dietro ad operazioni immobiliari, e ciò anche per evitare le responsabilità connesse ai suoi stessi soci pubblici.
Tutta l’annosa diatriba relativa al termovalorizzatore la si vuol concludere, insomma, sacrificando il nostro suolo: che ci siano risparmiate, allora, almeno le iniziative sulla Città Spugna, perché a farne le spese di tutto questo è proprio il nostro ambiente, ovvero tutte e tutti noi e soprattutto le future generazioni, i cui diritti, proprio la costituzione è intervenuta recentemente a tutelare quando ha inserito il diritto all’ambiente in costituzione”. (s.spa.)

