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Commissione 7: “Audizione dell'attivista dell'associazione Ta-ayush sulla Cisgiordania occupata”

Data:

13 Aprile 2026

Tempo di lettura:

1 minuto, 52 secondi

presidente commissione pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali

Descrizione

Si è svolta stamattina l’audizione di un attivista israeliano membro dell’associazione Ta-ayush,che significa “vivere insieme” e riunisce attivisti israeliani e palestinesi in una rete di resistenza non violenta contro l’occupazione israeliana dei territori palestinesi in Cisgiordania.
L’attività ha raccontato come la situazione sia in continuo peggioramento: il 60% dei territori sono controllati da Israele.
I coloni, supportati dall’esercito, non consentono di costruire condutture dell’acqua, distruggono quelle esistenti, anche quelle finanziate dall’Unione Europea, lasciando senz’acqua interi villaggi.
I coloni aggrediscono i contadini impedendo di coltivare i campi e la raccolta delle olive.
Gli attivisti come quelli di Ta-ayush o come Operazione Colomba si frappongono tra i palestinesi e le autorità israeliane. Il tutto, documentato da video.
In altri video si testimoniano aggressioni dei coloni nei confronti di contadini o si vedono bulldozer in funzione per radere al suolo villaggi con le loro case, i pannelli solari e gli impianti idrici, le cisterne.
Gli attivisti cercano di portare aiuto, offrono tende agli sfollati, ma si vede che l’esercito le confisca.
Nessuna umanità. 
La negazione del diritto, di qualunque diritto.
I coloni si accaniscono sulle persone, arrivano a sparare, ergono barriere di filo spinato per impedire ai bambini di andare a scuola.
“La testimonianza dell’attivista di Ta-ayush – dichiara la presidente della Commissione 7: Pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali Stefania Collesei – ha offerto alla Commissione uno sguardo profondo sulle condizioni di vita rese pressoché impossibili nel territorio della Cisgiordania,in spregio assoluto del Diritto Internazionale”.
Al termine dell’audizione è stato documentato le condizioni disumane delle carceri, trasformate ormai in campi di concentramento.
Ritengo – conclude Collesei – essenziale poter ascoltare dalla voce diretta a chi, con coraggio, opera sul campo e denuncia le illegalità degli insediamenti dei coloni mentre difende la dignità umana”. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

13/04/2026, 17:16

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