Case a canone concordato Le Quinte: nasce il comitato dei nuclei assegnatari
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6 Giugno 2026
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Queste le dichiarazioni di Giulia Marmo — Sinistra Progetto Comune Quartiere 4 e Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune
"Giovedì 5 giugno, al Circolo ARCI 25 Aprile, Sinistra Progetto Comune ha organizzato un'assemblea pubblica sulla vicenda degli alloggi a canone concordato della Società Le Quinte. Quasi cento persone hanno partecipato: una risposta che conferma quanto il tema dell'abitare resti urgente e politicamente irrisolto.
[La vicenda] Tra il 2005 e il 2008, Le Quinte S.p.A. ha costruito 161 appartamenti in tre complessi fiorentini (via Niccolò da Tolentino, via di Scandicci, via Alberto Arnoldi) nell'ambito del programma nazionale «20.000 abitazioni in affitto» (L. 21/2001). Lo Stato ha finanziato il 45% dei costi di costruzione in cambio di un vincolo permanente di locazione a canone concordato: affitti calmierati attorno ai 300 euro mensili, senza scadenza. Nel 2015 la società è entrata in concordato preventivo liquidatorio. Da allora il Liquidatore Giudiziale ha ripetutamente chiesto al Comune di cancellare quel vincolo per poter vendere gli alloggi. La Giunta Nardella ha rifiutato nel gennaio 2023 — tra i favorevoli alla delibera anche l'attuale Sindaca Funaro. La società in concordato ha impugnato la delibera al TAR Toscana (RG 472/2023): il ricorso è tuttora pendente».
[La svolta del 24 aprile] Dopo tre aste andate deserte, è arrivata un'offerta irrevocabile di acquisto in blocco per 137 alloggi (quelli in via Tolentino e via Arnoldi): 4,5 milioni di euro, circa 33.000 euro ad appartamento. Il costo storico stimato è tra i 100.000 e i 150.000 euro. L'asta competitiva è fissata per il 29 giugno 2026. Chi acquisterà subentrerà automaticamente nel ricorso TAR: se lo vincesse, il vincolo di canone concordato cadrebbe, con conseguenze dirette sui contratti delle famiglie residenti. Non sappiamo se il Comune abbia già rilasciato un nulla osta procedurale alla vendita in blocco, senza alcun passaggio in Consiglio comunale.
[Nasce il comitato] All'assemblea erano presenti i sindacati SUNIA e Unione Inquilini. Le persone presenti hanno deciso di costituire un comitato di tutela: ne rispettiamo la piena autonomia e garantiamo il pieno sostegno alla loro lotta. Il Comitato unisce persone con sensibilità diverse, accomunate dall'urgenza di difendere il proprio diritto all'abitare su una convenzione pubblica che qualcuno sta cercando di smontare in tribunale. Gli obiettivi prioritari: tutelare il vincolo perpetuo e verificare i margini perché la proprietà diventi direttamente pubblica.
[Il quadro politico] Questa vicenda non è un caso isolato. Firenze è da anni al centro di un processo di espulsione della residenza a favore della rendita: fondi pubblici usati per costruire case accessibili, un fallimento societario che rischia di trasformare quelle stesse case in un investimento speculativo. I numeri parlano da soli: 33.000 euro ad appartamento — meno di un quarto del costo reale — è un prezzo che incorpora già il valore del vincolo che si vuole cancellare. Il guadagno atteso per il futuro acquirente è esattamente la perdita che pagherebbero le famiglie.
[Gli impegni di SPC] Abbiamo preso l'impegno di portare le istanze del comitato in Consiglio comunale con un question time nel mese di giugno, prima della scadenza del 29. Chiediamo che la Commissione 4 torni a discutere la mozione sull'acquisto pubblico depositata da SPC nell'ottobre 2025, esaminata una sola volta il 14 novembre e da allora ferma senza seguito.
L'azione della Giunta a tutela del vincolo, fino a qui, è stata corretta. Ma la situazione richiede ora maggiore coraggio politico. Tra le opzioni concrete c'è quella che Palazzo Vecchio diventi direttamente proprietario degli immobili, partecipando all'asta entro il 26 giugno o presentando un'offerta migliorativa. Non è il momento delle mezze misure". (fdr)


