Descrizione
“La mobilitazione che ha interessato gli Uffizi e numerosi musei italiani richiama l'attenzione su una questione che riguarda non soltanto il mondo della cultura, ma la qualità del lavoro pubblico e dei servizi offerti ai cittadini e ai visitatori.
Esprimiamo piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori che hanno aderito allo sciopero per denunciare la cronica carenza di organico, il mancato ricambio del personale e le difficoltà che da anni interessano il settore museale. Le loro richieste non possono essere liquidate come una semplice vertenza sindacale: riguardano il futuro stesso delle istituzioni culturali e la capacità di garantire servizi adeguati in una città come Firenze, che fonda una parte importante della propria identità e della propria economia sul patrimonio artistico e culturale.
Non possiamo limitarci a celebrare i record di presenze e l’attrattività internazionale dei nostri musei senza affrontare il tema delle condizioni di lavoro di chi ogni giorno ne garantisce l'apertura, la sicurezza, la conservazione e l'accoglienza. Dietro ogni sala aperta al pubblico ci sono professionalità indispensabili che meritano riconoscimento, valorizzazione e organici adeguati.
Le parole emerse durante la protesta evidenziano una contraddizione evidente: da un lato la crescita costante dei flussi turistici e delle attività museali, dall'altro la progressiva riduzione del personale e il ricorso sempre più frequente a forme di lavoro precario o esternalizzato. Una situazione che rischia di compromettere la qualità del servizio e di gravare ulteriormente su chi opera quotidianamente nei musei.
Per Firenze la cultura non può essere considerata soltanto un fattore economico. È un bene comune, un elemento fondante della vita civile e della coesione sociale. Per questo riteniamo necessario che il Governo e il Ministero della Cultura intervengano con un piano straordinario di assunzioni e con investimenti strutturali capaci di rafforzare gli organici e valorizzare le competenze presenti nel sistema museale nazionale.
Difendere il patrimonio significa anche difendere il lavoro. Non esistono grandi musei senza grandi lavoratrici e lavoratori”. Queste le dichiarazioni della consigliera del Partito Democratico Beatrice Barbieri. (s.spa.)

