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Associazione Progetto Firenze e SPC: "Sollicciano sotto sequestro: la magistratura certifica ciò che la politica ha rifiutato di vedere"

Dettagli

"Sette sezioni sigillate per violazione delle norme su salute e sicurezza. Non è un imprevisto, avevamo chiesto alla Sindaca di agire"
Data:

16 Giugno 2026

Tempo di lettura:

3 minuti, 35 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune
quartiere 4

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Massimo Lensi – Associazione Progetto Firenze, Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune e Giulia Marmo - Sinistra Progetto Comune Quartiere 4

"Il Gip del Tribunale di Firenze ha disposto il sequestro preventivo di sette sezioni della Casa Circondariale di Sollicciano (le sezioni 1, 2 e 7 del reparto giudiziario maschile, le sezioni 9, 10 e 12 del penale maschile e la sezione Accoglienza) per reati contravvenzionali legati alla violazione delle norme su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (artt. 63, 64 e 80 del decreto legislativo 81/2008): pulizia dei locali di lavoro, abitabilità dei dormitori, impiantistica elettrica. L'inchiesta della Procura, condotta con Squadra Mobile, ASL e Guardia di finanza, muove dalle segnalazioni che le stesse persone detenute hanno presentato ai magistrati di sorveglianza. È bene ricordarlo: a far emergere la verità sono stati i soggetti più deboli del sistema, non chi avrebbe avuto il dovere di prevenire.

Lo avevamo scritto insieme mesi fa: le alternative esistono e sono note da tempo. Trovano fondamento nel principio del diritto penale minimo e nell'articolo 27 della Costituzione, che lega la pena alla funzione rieducativa. La carcerazione strutturale, oltre una certa soglia, produce effetti controproducenti: indebolisce le garanzie, alimenta l'inflazione punitiva, trasforma l'istituto penitenziario nella discarica sociale in cui rinchiudere chi la società non intercetta altrove — persone con dipendenze, con problemi psichiatrici che starebbero più propriamente in strutture intermedie o di altro tipo. Il sequestro di oggi è la traduzione giudiziaria di questo fallimento.

Non possiamo accettare la cornice con cui il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria prova a ridimensionare l'accaduto. Il Dap parla di «lavori di riqualificazione in atto», dei 9 milioni di euro stanziati con la legge di bilancio 2025 e dell'aggiudicazione della progettazione del 15 maggio scorso, e presenta il trasferimento dei detenuti come un passaggio della propria programmazione. Ma l'ordine dei fatti è inverso: non è la riqualificazione ad aver prodotto il sequestro, è il sequestro a rendere quei reparti inutilizzabili. Spacciare per manutenzione ordinaria la conseguenza di un provvedimento penale significa rimuovere anni di rinvii. E se quelle risorse erano disponibili, resta la domanda: perché si è atteso un'ordinanza del Tribunale per attivarle?

C'è poi il nodo che torniamo a porre. La soluzione non è l'edilizia carceraria, tanto meno nelle forme del cosiddetto «carcere volano», che introduce in modo surrettizio elementi di privatizzazione dell'esecuzione penale difficilmente conciliabili con l'articolo 27. La strada è opposta: decarcerazione, pene realmente alternative, attivazione di tutti i percorsi previsti dall'ordinamento, riduzione della popolazione detenuta senza che ciò si traduca in minori stanziamenti. Il trasferimento delle persone detenute disposto dopo il sequestro è il rovescio di quanto chiedevamo da tempo: governare per tempo l'inagibilità avrebbe evitato che fosse un sigillo penale a imporre lo svuotamento.

Sollicciano è parte del Comune di Firenze. La salute e l'incolumità di chi vi è detenuto e di chi vi lavora rientrano nelle competenze della Sindaca Sara Funaro, che ha il dovere di farsene carico e non può limitarsi a registrare ciò che decide la magistratura. Continueremo a chiederlo, dentro e fuori da Palazzo Vecchio: oltre Sollicciano, oltre l'idea che il carcere sia ancora la risposta principale". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

16/06/2026, 15:54

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