Descrizione
“Avrei voluto iniziare questo intervento raccontando semplicemente il successo dell’iniziativa “LGBTQIA+ Sport = Diritti per Tutti”.
Avrei voluto parlare della bella partecipazione, delle 10 squadre di calcio a 5, delle 4 squadre di volley, del torneo di tennis, delle tante persone che hanno trascorso insieme un pomeriggio all’insegna dello sport, del rispetto e della condivisione.
Avrei voluto iniziare dicendo grazie.
Ma poi mi sono fermato a riflettere: grazie di cosa? Grazie per averci tollerato? Grazie per averci concesso, per un pomeriggio, di sentirci accolti? Grazie per aver chiuso un occhio sulla nostra esistenza?
NO! Perché noi non siamo ospiti in questa società. Noi esistiamo. Siamo parte di questa comunità. Lavoriamo, studiamo, facciamo impresa, prestiamo servizio nelle istituzioni, nelle associazioni, nelle scuole e negli ospedali. Siamo ovunque e, come tutti gli altri cittadini, contribuiamo con il nostro impegno e con le nostre tasse al benessere di questo Paese.
Non ci e’ stato regalando nulla.
Per questo colpisce vedere ancora oggi esponenti politici scandalizzarsi per un gesto d’affetto tra due persone. Un senatore che si scaglia contro una coppia che si abbraccia in un aeroporto e che considera un problema l’amore espresso pubblicamente da due esseri umani.
A queste persone voglio dire una cosa semplice: rivolgete il vostro sdegno altrove.
Indignatevi per le guerre che devastano il mondo. Indignatevi per la fame che colpisce milioni di persone. Indignatevi per lo sfruttamento, per le disuguaglianze, per chi viene lasciato indietro in nome del profitto e del potere.
Perché l’amore non fa male a nessuno.
Non ha mai tolto diritti a nessuno. Non ha mai provocato guerre. Non ha mai affamato un popolo.
L’amore costruisce, non distrugge.
E allora, nonostante tutto, porto via da questa iniziativa una certezza: c’è una parte grande e bella della nostra società che crede nell’inclusione, nel rispetto e nella convivenza. L’abbiamo vista sabato in campo, sugli spalti e tra i volontari che hanno reso possibile questa giornata. L’abbiamo vista nella grande partecipazione al PRIDE di Torino con oltre 160,000persone.
E per questo vi do appuntamento al prossimo anno, ancora più numerosi, ancora più determinati, perché i diritti non si concedono: si riconoscono.
Confido anche che la mozione 895 presentata e votata favorevolmente in commissione 7, possa in occasione del PRIDE Toscana che si terrà sabato 13 giugno a Grosseto, riesca a vedere illuminati i nostri monumenti con i colori della bandiera LGBTQIA+ a conferma e a ribadire che il rispetto non è un favore: è un dovere”. (s.spa.)

