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Affitti brevi, Masi (M5S): “Non bastano i divieti: il centro perde residenti anche perché perde servizi”

Data:

4 Giugno 2026

Tempo di lettura:

2 minuti, 34 secondi

Consiglio comunale
capogruppo movimento 5 stelle

Descrizione

“Il consigliere comunale e capogruppo del Movimento 5 Stelle Lorenzo Masi riconosce pienamente l’esistenza di una crisi abitativa che colpisce famiglie, giovani, studenti e lavoratori. Proprio per questo ritiene che il tema delle locazioni turistiche brevi debba essere affrontato con serietà, dati aggiornati e una visione complessiva della città.

Il consigliere Lorenzo Masi ritiene necessario intervenire sul fenomeno delle locazioni turistiche brevi per tutelare il diritto alla casa e l’equilibrio urbano. Tuttavia ritiene che questo regolamento presenti elementi di debolezza istruttoria e applicativa che avrebbero richiesto un maggiore approfondimento e l’accoglimento di alcune modifiche migliorative.

Restano poco chiari i criteri che giustificano l’estensione delle limitazioni dal nucleo UNESCO e dal centro storico anche alla prima cintura ottocentesca. Inoltre, mentre il fenomeno delle locazioni turistiche viene misurato con dati aggiornati al 2024, molti indicatori relativi a popolazione residente, famiglie in affitto e vulnerabilità fanno ancora riferimento al censimento del 2021. Su decisioni così rilevanti sarebbe stato opportuno disporre di dati più omogenei e aggiornati.

La stessa relazione del professor Filippo Celata evidenzia il rischio di uno “spillover”, ovvero lo spostamento del fenomeno verso altri quartieri della città senza una reale soluzione del problema abitativo. Un elemento che dimostra come il tema non possa essere affrontato esclusivamente attraverso divieti territoriali.

Abbiamo inoltre evidenziato l’assenza di una distinzione tra grandi operatori e piccoli proprietari. Non può essere trattato allo stesso modo chi gestisce decine di immobili con finalità imprenditoriali e chi possiede un solo appartamento, magari frutto dei risparmi di una vita o ricevuto in eredità.

Riteniamo inoltre che lo svuotamento del centro storico non possa essere attribuito esclusivamente agli affitti brevi. La perdita di residenti è iniziata molto prima ed è legata anche alla progressiva scomparsa di servizi e attività di prossimità. Basti pensare che nella sola Via Romana negli ultimi tre anni hanno chiuso 38 attività commerciali.

Per riportare residenti nel centro storico servono certamente politiche per la casa, ma anche interventi a sostegno del commercio di vicinato, delle botteghe e dei servizi essenziali. Una città resta viva se offre servizi, opportunità e qualità della vita a chi la abita ogni giorno.

Firenze ha bisogno di una strategia complessiva che tenga insieme diritto alla casa, tutela della residenzialità, sostegno alle attività economiche e vocazione turistica della città. Ridurre un fenomeno così complesso a un unico fattore rischia di non affrontarne le vere cause.” (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

04/06/2026, 15:14

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