Descrizione
“Firenze ha avuto il coraggio di aprire una strada, oggi resa possibile anche dagli strumenti introdotti dalla Regione Toscana con il nuovo Testo Unico del Turismo. Siamo tra le prime città italiane a riconoscere, anche attraverso atti concreti, che la crisi abitativa non è un inevitabile effetto del successo turistico, ma una questione di interesse pubblico che richiede regole, governo e pianificazione.
Sappiamo che questo provvedimento da solo non basta, ma rappresenta un tassello fondamentale di una più ampia politica della casa. Vogliamo una Firenze che resti una città abitata, accessibile e viva, promuovendo una nuova cultura che rimetta al centro il lavoro e non la rendita.
Negli ultimi anni abbiamo normalizzato una situazione per cui è spesso più conveniente guadagnare dalla rendita immobiliare che dal lavoro. Abbiamo accettato che una casa valga più per la rendita che produce che per la sua funzione abitativa e sociale, mentre il nostro sistema fiscale continua a gravare maggiormente sul lavoro che sui patrimoni.
Questa dinamica sta producendo effetti sempre più evidenti sull'equilibrio della città, fino a comprometterne il funzionamento. Non è una colpa dei proprietari: se il mercato premia una determinata scelta, è razionale che molti la compiano. Ma proprio per questo la politica non può limitarsi a osservare, perché la somma di scelte individualmente razionali può produrre effetti collettivamente dannosi.
Con questa delibera iniziamo a ristabilire un equilibrio, non solo tra turismo e residenza, ma anche tra lavoro e patrimonio”, commenta Caterina Arciprete.
“Siamo soddisfatti di una delibera che mette nero su bianco un tema che il nostro gruppo pone da tempo: la pressione delle locazioni turistiche brevi non riguarda più soltanto il centro storico, ma interessa ormai ampie parti della città. Sappiamo che non basterà, ma oggi segniamo un punto importante. Accanto al blocco delle nuove autorizzazioni dovremo iniziare da subito a discutere di come ridurre progressivamente il numero delle concessioni esistenti. Parallelamente sarà necessario rafforzare le politiche per l’abitare: il Piano ERS, gli alloggi ERP e un piano di recupero dei tanti immobili sfitti appartenenti a grandi proprietari pubblici e privati, fino a valutare strumenti più incisivi per contrastare il mancato utilizzo del patrimonio immobiliare”, commenta Vincenzo Pizzolo.
“In una visione ecologista, la ricerca dell’equilibrio e il valore del limite sono principi fondamentali e positivi. Questo vale anche per la regolamentazione degli affitti brevi. Non si tratta di vietare in modo semplicistico, ma di costruire un equilibrio che tenga conto delle numerose esternalità negative prodotte da questo modello e che, nel lungo periodo, rischiano di generare svuotamento residenziale e impoverimento sociale della città”, commenta Giovanni Graziani.
“Ringraziamo la Sindaca, l’Assessore Jacopo Vicini e gli uffici tecnici per la tenacia, la determinazione e la competenza con cui si è arrivati a questa delibera” concludono i consiglieri di AVS Ecolò. (s.spa.)

