UNESCO, SPC: "Si poteva prorogare l'esistente e aprire un percorso partecipato, anche con il Quartiere 1"
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10 Aprile 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune e Francesca Lupo - Sinistra Progetto Comune Quartiere 1
"Lunedì 13 aprile il Consiglio Comunale di Firenze discuterà la delibera DPC/2026/00018, che proroga per cinque anni il Regolamento per la tutela e il decoro del patrimonio culturale del Centro Storico UNESCO. Sinistra Progetto Comune ha depositato 14 emendamenti. Non per ostruzionismo, ma perché il testo che ci viene presentato — di per sé insufficiente — merita di essere migliorato nel merito e nel metodo.
Sul metodo, la questione è semplice: la proposta è stata approvata in Giunta il 12 marzo e portata in Consiglio a fine mese. Tre settimane, per un atto che introduce nuovi divieti, abroga deroghe esistenti, estende geograficamente le tutele e dà mandato per un Regolamento Unificato. Il Quartiere 1 — quello che comprende l'intero Centro Storico, l'Oltrarno, San Niccolò — non è stato coinvolto. Non per una dimenticanza tecnica: è una scelta politica dell'Amministrazione.
Una semplice proroga di tre o sei mesi del Regolamento esistente avrebbe permesso di aprire un confronto vero con la residenza, con i comitati di zona, con il Consiglio del Quartiere 1. Non si possono incontrare solo le categorie economiche, anche se è giusto non escluderle. Era giuridicamente possibile — il Comune lo ha fatto più volte in passato — e sarebbe stato coerente con i principi partecipativi richiamati dalla stessa Convenzione di Faro, ratificata dall'Italia nel 2020, che sancisce il diritto delle comunità locali di partecipare alla gestione del patrimonio culturale che le riguarda direttamente. Si è scelto di non farlo.
Sul merito, i nostri 14 emendamenti chiedono cose concrete. Chiediamo di ridurre la durata del Regolamento a due anni, con clausola di revisione obbligatoria che preveda il confronto con il Quartiere 1 prima di qualsiasi rinnovo. Chiediamo che nell'intera area UNESCO sia vietato l'ampliamento della superficie degli esercizi di vendita e somministrazione e che i trasferimenti di licenza siano consentiti solo verso locali di pari o minore superficie — per impedire che le attività esistenti crescano aggirando i nuovi divieti. Se dovesse essere bocciato, abbiamo chiesto quantomeno misure ancora più stringenti per l'Oltrarno e per la zona di San Niccolò, che sono tra le ultime aree del Centro Storico con una residenzialità significativa e un tessuto commerciale ancora orientato alla domanda locale.
Chiediamo indicatori precisi per la clausola valutativa annuale: quante persone residenti, quanti affitti brevi, come si muovono i canoni. Dati che oggi non esistono in forma sistematica per strumenti di programmazione circoscrizionale e comunale, ma che sono invece indispensabili per fare politica e non annunci privi di conseguenze reali.
I nostri rioni non sono cartoline, sono territori vissuti da persone, dove i conflitti devono emergere con capacità di ascolto e di governo. A questo deve servire la politica". (fdr)
I 14 emendamenti depositati riguardano:
– Richiamo all'art. 41 della Costituzione (l'iniziativa economica privata non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale).
– Riduzione della durata del Regolamento da 5 a 2 anni con clausola di revisione obbligatoria.
– Revisione con dati: obbligo di consultazione del Quartiere 1 e dei residenti prima del rinnovo.
– Clausola valutativa annuale con indicatori demografici, commerciali e sanzionatori obbligatori.
– Eliminazione della soglia dei 100 mq per il divieto di consumo non assistito: il divieto vale nell'intera area UNESCO, indipendentemente dalla superficie.
– Scuole di cucina: definizione precisa e divieto senza deroghe per le attività aggregate a somministrazioni esistenti.
– Coltivatore diretto: la deroga è limitata alla vendita diretta di prodotti propri, senza somministrazione al pubblico generico.
– Salvaguardia intera area UNESCO: divieto di ampliamento della superficie; trasferimenti di licenza consentiti solo verso locali di pari o minore metratura.
– Moratoria sulle nuove aperture nelle categorie di attività soggette al Regolamento.
– Zona Oltrarno: moratoria rafforzata e criterio dimensionale per i trasferimenti (ZTL Zona O).
– Zona San Niccolò: moratoria di 48 mesi, criterio mq per i trasferimenti, limite di concentrazione commerciale per isolato catastale.
– Tavolo di partecipazione permanente dell'area UNESCO.
– Sanzioni: chiarimento del regime sanzionatorio e destinazione vincolata di una quota dei proventi a favore della residenzialità.
– Clausola di partecipazione obbligatoria in ogni futura procedura di modifica del Regolamento.

