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Uffizi, Palagi (SPC): "Il problema è il sistema, non una singola vertenza"

Dettagli

"Audizione utile in Commissione, per ascoltare SUDD Cobas e USB: la lotta è ancora necessaria"
Data:

28 Aprile 2026

Tempo di lettura:

3 minuti, 1 secondo

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune

"Abbiamo accettato di non votare oggi la risoluzione 587/2026 in Commissione. Non è una sconfitta, né una resa: è una scelta. Preferiamo trovare una sintesi che produca risultati concreti piuttosto che rivendicare una presunta titolarità a poter parlare della vertenza degli Uffizi, che ancora non è chiusa, nonostante alcune recenti dichiarazioni anche della Giunta di Firenze.

«La realtà prevalga sulle rappresentazioni. È stato guadagnato tempo. Abbiamo tempo fino a novembre perché possano continuare ad averlo anche dopo», è stato detto nella seduta odierna da parte delle rappresentanze sindacali audite (SUDD Cobas e USB). È la frase giusta. Novembre non è un orizzonte astratto: è quando le lavoratrici e i lavoratori con contratti a part-time verticale ciclico si troveranno a zero ore e zero salario. Se è stato guadagnato tempo, questo tempo va usato, coinvolgendo anche Palazzo Vecchio.

Detto questo, la questione degli Uffizi non è una storia a sé. È il caso più visibile di un sistema che non funziona, e che è stato costruito deliberatamente così.

Dal 1993, la Legge Ronchey ha obbligato i musei pubblici a esternalizzare i servizi al pubblico. Da allora, ogni gara d'appalto ha trasferito il rischio d'impresa sui lavoratori, abbassando progressivamente salari e tutele. Oggi, il 75% del personale museale italiano è esternalizzato. CoopCulture gestisce i servizi in 127 musei sul territorio nazionale. L'indagine dell'associazione Mi Riconosci — tra le poche ricerche sistematiche sulle condizioni di lavoro nel settore culturale — ha rilevato che il 54% delle lavoratrici e dei lavoratori della cultura guadagna meno di 10.000 euro all'anno e che il 26% è inquadrato con il contratto Multiservizi, quello dei servizi di pulizia, non quello del turismo. Mansioni identiche, CCNL diversi, salari diversi: non è un caso, è un meccanismo.

Questo non cambia con un accordo regionale, per quanto utile come passo. Cambia solo se si smette di trattare il lavoro come variabile dipendente del profitto negli appalti pubblici. Un Comune che gestisce 60 milioni di euro di introiti museali annui sul suo territorio — anche attraverso l'indotto — non può limitarsi a prendere atto degli accordi altrui.

Siamo disponibili a trovare una formulazione condivisa della risoluzione: chiediamo che questo avvenga quanto prima, non oltre la metà del mese di maggio. Non perché la questione sia meno urgente, ma perché un voto unanime o ampio del Consiglio comunale vale più di un testo più avanzato ma con i soli voti dell'opposizione. Il problema è che ci vuole la stessa disponibilità dall'altra parte: non a "gestire" la vertenza, ma a nominare il problema per quello che è, senza accontentarsi dei primi passi in avanti". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

28/04/2026, 15:52

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