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Tramvia, Palagi (SPC): "Arbitrati milionari e necessità di trasparenza da parte della politica"

Dettagli

"Un'inchiesta di FirenzeToday ricostruisce gli arbitrati tra Comune, Tram di Firenze S.p.A. e GEST S.p.A., chiusi con transazioni dai contenuti riservati approvate a fine dicembre. Da tempo abbiamo depositato interrogazioni su questo”
Data:

9 Luglio 2026

Tempo di lettura:

4 minuti, 49 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune

"Abbiamo letto con interesse l'inchiesta pubblicata oggi da FirenzeToday sulla controversia milionaria tra il Comune, Tram di Firenze S.p.A. e GEST S.p.A. È un lavoro importante, perché porta all'attenzione della città una vicenda che riguarda una delle opere pubbliche più rilevanti di Firenze e che fino a oggi è rimasta fuori da ogni dibattito pubblico.

Fuori dal dibattito pubblico, ma non fuori dalla nostra attenzione. Nelle scorse settimane abbiamo depositato in Consiglio comunale una serie di interrogazioni proprio su questo: sulla transazione dell'arbitrato ANAC R.G.A. 1/2023 (valore dichiarato superiore a trenta milioni di euro), approvata dalla Giunta con la deliberazione n. 550 del 29 dicembre 2025, con relazione tecnica e parere dell'Avvocatura classificati come riservati; sull'esistenza di un secondo arbitrato (R.G.A. 5/2024), definito con analoga transazione approvata lo stesso giorno; sul riequilibrio del Piano Economico e Finanziario della concessione, citato nel lodo ma mai portato in aula. Nessuna di queste interrogazioni ha ancora ricevuto risposta.

L'inchiesta aggiunge elementi che rendono il quadro ancora più serio: dal lodo depositato all'ANAC emergono richieste economiche che, per il solo biennio 2022-2023, superano complessivamente i cento milioni di euro tra contributi rivendicati dalla concessionaria e remunerazione rivendicata dal gestore. E conferma il punto che poniamo da settimane: dagli atti pubblici non è possibile sapere come si sia chiusa, sul piano economico, la partita. Che cosa ha riconosciuto il Comune? A che cosa ha rinunciato? Con quali effetti sul bilancio e sugli obblighi di manutenzione del sistema tramviario?

Un primo tassello di risposta, intanto, lo mettiamo a disposizione noi. C'è una determina dirigenziale (la n. 9972), adottata il 31 dicembre 2025 e pubblicata il 1° gennaio 2026, che in attuazione di una delle due transazioni quantifica una «somma residua da versare» a Tram di Firenze: 1.885.949,66 euro oltre IVA, per un impegno complessivo di 2.074.544,63 euro. Lo stesso atto racconta l'origine di quella controversia: i contributi per il rinnovo del contratto nazionale erogati direttamente dalla Regione a GEST dal 2010 al 2022, di cui il Comune sarebbe stato informato solo nei primi mesi del 2022, e la revisione degli indici di attualizzazione legati al prezzo dell'energia, con un incremento della remunerazione del gestore di oltre 16 milioni di euro per il biennio, contestato dal Comune come anomalo. Due milioni di euro versati e una vicenda simile che passa da una determina pubblicata il 1° gennaio: crediamo che questo dica molto sul problema di trasparenza che solleviamo. E resta ignoto tutto il resto: l'esito delle richieste del Comune verso il gestore, i termini dell'altra transazione (quella sugli obblighi di manutenzione), l'accordo integrale.

C'è poi un aspetto che chiediamo di non dimenticare, e che trattiamo con la prudenza che questi procedimenti impongono: i vertici di GEST sono a giudizio per falso in bilancio e, secondo l'accusa, avrebbero alterato i conti della società; la Procura ha chiesto anche il commissariamento dell'azienda. Non spetta a noi emettere sentenze e vale per tutti la presunzione di innocenza. Ma un fatto resta: la Giunta ha approvato le transazioni mentre quel procedimento era già pendente, e riguarda la solidità stessa dei conti su cui quelle trattative si sono svolte. Non è del resto la prima volta che una controversia sulla concessione si chiude in silenzio: nel 2020 una richiesta da 470 milioni di euro fu definita con 2,5 milioni e il riequilibrio del piano finanziario, senza che risulti un passaggio in Consiglio.

Vogliamo essere costruttivi: non contestiamo lo strumento della transazione, previsto dall'ordinamento e talvolta preferibile all'incertezza di un contenzioso. Contestiamo che scelte di questa portata, su un'infrastruttura pagata e vissuta dalla collettività, avvengano senza che il Consiglio comunale (e quindi la città) ne sappia nulla. Già a maggio abbiamo esercitato l'accesso agli atti previsto dalla legge per i consiglieri comunali, ottenendo una prima parte della documentazione; il cuore della vicenda (l’accordo transattivo integrale e gli allegati riservati delle deliberazioni di dicembre) resta però tuttora da approfondire.

Per questo, oltre a sollecitare le risposte alle nostre interrogazioni con questa nota, chiederemo formalmente l'accordo sottoscritto il 30 gennaio 2026 e la trattazione della situazione complessiva dei rapporti con concessionaria e gestore (contenziosi, transazioni, Piano Economico e Finanziario) nelle Commissioni competenti". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

09/07/2026, 15:35

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