TARI, Palagi (SPC): "Ci sarà l’aumento massimo consentito e continuerà a crescere"
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21 Luglio 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune
"Entro il 31 luglio il Consiglio comunale è chiamato a votare le nuove tariffe TARI, illustrate questa mattina a Commissioni (1, 6, Controllo) congiunte. L’aumento per le utenze domestiche è il massimo che le regole nazionali consentono: il tetto fissato dall’Autorità per l’energia e i rifiuti (ARERA) per Firenze è +6,71%, e viene usato fino all’ultimo decimale. In sostanza: il monte complessivo che le utenze fiorentine devono coprire passa dai 129,6 milioni di euro del 2025 ai 135,8 del 2026 — 6,3 milioni in più — e la stessa delibera fissa già 139,5 milioni per il 2027: quasi 10 milioni in più in due anni. Ma nessuno se ne accorgerà subito: le rate di aprile e luglio sono calcolate sulle tariffe dell’anno scorso, e l’intero aumento arriverà tutto insieme, come conguaglio, con la rata del 2 dicembre 2026. Le famiglie fiorentine scopriranno sotto Natale quanto è cresciuta la loro bolletta.
E non tutte allo stesso modo. La parte della tariffa legata ai metri quadri scende del 6%; quella legata al numero di persone che vivono in casa sale del 19,2%. Una famiglia di quattro persone in 80 metri quadri pagherà 24 euro in più all’anno (+7,8%); una coppia in 70 metri, 14 euro; chi vive da solo in una casa di 120 metri quadri, 1 euro. Negozi, bar, ristoranti e uffici aumentano del 3,2%, circa la metà delle famiglie. Non è un tecnicismo: è una scelta distributiva, che carica l’aumento su chi divide l’appartamento in più persone (le famiglie numerose, chi convive per necessità) e lascia quasi indenni le case grandi e poco abitate. Le tabelle complete, calcolate sugli allegati ufficiali delle delibere, sono nel documento che alleghiamo.
Per capire perché la tariffa corre bisogna guardare dietro la bolletta. Il servizio nei 65 Comuni dell’ambito Toscana Centro è gestito da Plures, la società interamente pubblica (il Comune di Firenze è il primo azionista, con il 36,8% del capitale) trasformata da gestore dei rifiuti in holding multiutility per stare su più mercati: rifiuti, acqua, energia. Per costruire quell’operazione la società ha speso in consulenze, strutture centrali e operazioni finanziarie, e in un solo anno ha quasi triplicato i debiti: da 323 a 869 milioni di euro, compreso un prestito obbligazionario da 234 milioni collocato presso un investitore assicurativo statunitense, da restituire entro il 2035. Non lo raccontiamo noi: è scritto nella Relazione ufficiale allegata alla delibera in votazione.
Quei costi la società ha provato a metterli nel conto dei rifiuti, e l’Autorità d’ambito che vigila sulle tariffe (ATO Toscana Centro) li ha dovuti escludere uno per uno: fuori le consulenze per la costruzione della multiutility, fuori la comunicazione istituzionale, tagliati 6,4 milioni l’anno di strutture centrali cresciute senza che le promesse economie di scala si vedano. L’Autorità ha rifiutato di riconoscere il 96% dei lavori in corso dichiarati dal gestore (138 milioni su 144, non documentati in modo verificabile), ha bocciato per il secondo anno consecutivo il piano degli investimenti e, per ottenere i documenti, ha dovuto perfino diffidare formalmente la società di cui i Comuni sono proprietari. Il punto politico è questo: anche dopo aver ripulito il conto dai costi impropri, l’aumento resta il massimo consentito. E la stessa Plures ha messo per iscritto che, esclusioni comprese, la gestione rifiuti è in equilibrio: la società sta in piedi senza quei soldi. Se fossero passati, le bollette sarebbero cresciute ancora di più negli anni a venire.
Si paga il massimo, e in cambio? Gli stessi atti certificano che la raccolta differenziata di Firenze è rimasta sotto l’obiettivo regionale del 70% (anche se la situazione dovrebbe essere ormai risolta) e che l’avvio effettivo al riciclo degli imballaggi è sotto la soglia di sufficienza. Nei piani tariffari approvati non c’è un euro di investimenti futuri, perché il piano della società non è stato validato. E per coprire i costi del 2027 il Comune taglia 500 mila euro al trasporto pubblico locale e 757 mila alla propria macchina finanziaria: meno autobus per pagare i rifiuti? Tutto questo un mese dopo che l’assemblea dei soci, con il voto favorevole di Firenze, ha distribuito 34,4 milioni di dividendi presi dalle riserve. L’ordine delle priorità è scritto nei numeri: prima la remunerazione dei soci, poi la tariffa al massimo per le famiglie, infine i tagli ai servizi.
Su tutto questo il Consiglio comunale è chiamato a esprimersi in pochi giorni: la Relazione di 98 pagine è arrivata il 17 luglio, il parere delle Commissioni scade il 31, alla documentazione manca l’allegato di calcolo per Firenze e il parere dei Revisori non risulta ancora agli atti. Non è la trasparenza dovuta a chi paga, anche se riconosciamo lo sforzo fatto dal Presidente del Consiglio e da chi c’era stamani, per tornare in aula giovedì.
E la partita vera non si chiude il 31 luglio: si gioca nell’assemblea dei soci e in quella dei Sindaci dell’ATO, dove Firenze pesa più di tutti e finora ha scelto di non usare quel peso. La proprietà pubblica, da sola, non è controllo pubblico. Continueremo a chiedere un radicale cambio di passo a partire dal ruolo del soggetto gestore: i benefici dell’operazione multiutility non si vedono, anzi". (fdr)

