Descrizione
“Prima delle vacanze vengono decisi cioè imposti gli aumenti della Tari, che però arriveranno tra capo e collo a Natale. Gli ennesimi aumenti – ingiustificati, vista la scarsa qualità del servizio – in questi anni, che colpiscono duramente le famiglie fiorentine. Senza considerare minimamente i costi e gli aumenti già subiti (non ultimo il trasporto pubblico), la Giunta Funaro ha deciso di applicare l’aumento massimo consentito dall’ARERA: +6,71% per le utenze domestiche (trincerandosi dietro le norme nazionali). Il costo complessivo del servizio, come si apprende, passerà da 129,6 milioni nel 2025 a 135,8 milioni nel 2026, fino a 139,5 milioni nel 2027. E i cittadini se ne accorgeranno a dicembre, quando arriverà il conguaglio”.
Così Paolo Bambagioni, presidente della Commissione Controllo del Comune di Firenze e consigliere comunale di Lista Schmidt.
“Ma il problema non è solo l’entità dell’aumento. È la scelta distributiva – prosegue Bambagioni – che ci lascia perplessi e sconvolti, soprattutto visto che ci si riempie tanto la bocca di sociale e sostegno ai più deboli. La quota sui metri quadrati scende del 6%, mentre quella sul numero dei componenti sale del 19,2%! Tradotto: si carica il conto su famiglie numerose e su chi convive per necessità – un caso molto diffuso stante anche l’assenza di politiche per la casa –, mentre le case grandi e poco abitate restano quasi indenni. Negozi, bar e uffici invece avranno aumenti intorno al 3,2%, comunque elevati visto il momento complesso per il commercio tradizionale e non solo, come testimonia la desertificazione del centro e di molte zone limitrofe”.
“Non si può non vedere la responsabilità di Plures. Dalla documentazione emerge che la società ha speso in consulenze, strutture centrali, operazioni finanziarie e acquisti di impianti fuori Toscana, con un indebitamento raddoppiato in un anno. Costi che l'Autorità d’ambito ha giustamente escluso dal calcolo tariffario. Eppure, anche ripulendo il conto, l’aumento resta il massimo possibile”, aggiunge.
“Il punto politico è chiarissimo – attacca Bambagioni –. Un mese fa sono stati distribuiti 34,4 milioni di euro di dividendi ai soci. Oggi, si chiede il massimo sforzo e sacrificio alle famiglie. L’ordine delle priorità è scritto nei numeri: prima la remunerazione dei soci, poi la tariffa al massimo, infine i tagli ai servizi e al trasporto pubblico”.
Bambagioni solleva poi il tema della qualità: “La raccolta differenziata è ancora sotto il 70% fissato dalla Regione. Gli investimenti promessi con la multiutility non si vedono. Si parlava di efficientamento e miglioramento dei servizi, ci ritroviamo invece con una gestione opaca e sbagliata su tutta la linea. Serve un radicale cambio di passo nella gestione della multiutility, prima che costi e debiti ricadano tutti sui fiorentini”. (s.spa.)

