Stefania Collesei (Presidente Commissione pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali): “Morire nelle mani dello Stato”
20 Luglio 2026
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Descrizione
Queste le dichiarazioni della presidente della commissione pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali Stefania Collesei
“Non doveva succedere. Ieri a Bologna un cittadino in stato di difficoltà è stato immobilizzato dalle forze dell’ordine e, in conseguenza di questo, è morto. È successo di nuovo come quella notte del 3 marzo 2014 con Riccardo Magherini.
Stavolta è mattina, Abderrahim Fakir , 42 anni è sconvolto, è annebbiato e ha inscrutabili cenni. Non si saprà mai perché. I cittadini avvertono le forze dell’ordine che arrivano. Prima usano lo spray urticante, poi lo bloccano a terra in posizione prona e faccia schiacciata a terra. Non era armato, non rappresentava una minaccia.
“Con gli agenti addosso Fakir ha gridato aiuto. Tante volte ha gridato aiuto, per tanti minuti, poi il silenzio” ha dichiarato Andrea, il fratello di Riccardo Magrini. “Quell’uomo doveva essere aiutato dallo Stato e invece ha perso la vita”.
Che sicurezza è questa? Quella che ti fa morire nelle mani dello Stato, ammazzato perché dava in escandescenze, oppure quando qualcuno muore suicida a Sollicciano o, ancora, quando qualcuno ti insegue e ti spara come a Rogoredo. Che sicurezza è quella che giustifica che un cittadino armato spari alle spalle ad un reo facendosi giustizia da solo?
Si vuole dare una licenza di uccidere dicendo che la difesa è sempre legittima in barba alla legge o si vuole reintrodurre la pena di morte perché un delinquente non si merita niente? Bignani dichiara che l’intervento su Fakir è stato condotto con professionalità e modalità consone da parte delle forze dell’ordine e, la Lega, ha rinforzato i poliziotti affermando che hanno fatto il loro dovere.
No signori, nessuna modalità consona, nessuna professionalità, solo mancanza di formazione, solo linee guida sbagliate e certamente scarsa umanità. Gridava aiuto chi ed è stato ucciso. Quando una persona è affidata allo Stato, lo Stato ha il dovere di proteggerne la vita. Le forze dell’ordine devono essere formate. Occorre investire in personale, mezzi e formazione.
La sicurezza senza diritti è arbitrio. La nostra solidarietà va alla famiglia della vittima. Ci uniamo all’abbraccio del quartiere di Pilastri e di Bologna intera. Non occorre propaganda, ma verità e giustizia”. (s.spa.)

