Descrizione
«La delibera n. 288 del 24 luglio conferma che sullo stadio Franchi la Giunta comunale continua a cambiare strada senza avere una strategia chiara. Dopo anni di ping-pong per decidere se il nuovo stadio dovesse farlo la Fiorentina (come chiedeva a gran voce Rocco Commisso) o il Comune, la decisione improvvida di restaurare il Franchi ma partendo con un primo lotto (non ancora concluso) perché mancavano le risorse per l’intera ristrutturazione. Questo inaccettabile approccio ondivago della Giunte fiorentine Nardella-Funaro è proseguito anche in quest’ultimo mese. Prima si punta sul coinvolgimento diretto di ACF Fiorentina (art. 4, comma 12, D. Lgs. 38/2021), poi con la delibera n. 222 del 15 giugno 2026 la Giunta Funaro abbandona quella procedura per seguirne altre compatibili con i commi 1/11 dello stesso decreto; quindi con la delibera 288 pubblicata oggi annuncia che l’intero fabbisogno potrebbe anche essere coperto con risorse pubbliche, salvo incaricare nello stesso atto gli uffici di reperire, programmare e attestare quelle risorse. È una contraddizione evidente, un procedere a zig-zag, che oramai è diventato caratteristica costante dei lavori dello stadio».
Lo dichiara il consigliere comunale di opposizione Massimo Sabatini.
«Questo modo di procedere allunga i tempi, moltiplica le varianti e fa lievitare continuamente i costi. A pagarne le conseguenze sono i cittadini, i tifosi e la stessa ACF Fiorentina, costretti a convivere con un cantiere senza una prospettiva certa e con disagi destinati a prolungarsi».
«La Fiorentina ha tutto il diritto di presentare la propria proposta. Il problema è il Comune, che non ha ancora chiarito quale soluzione sia davvero più conveniente, quanto costerà il completamento, da dove arriveranno i soldi e quali ulteriori oneri ricadranno sui fiorentini e quanto sui contribuenti italiani (fiorentini compresi)».
«A fronte di una spesa pubblica sempre più alta, non è neppure assicurato un risultato architettonico all’altezza del Franchi, di Pier Luigi Nervi e di Firenze. Quei piloni nel mezzo nel 2026 non si possono vedere, e oscurano 1000 posti! Si accumulano costi e ritardi, ma manca ancora una soluzione capace di garantire insieme funzionalità, qualità architettonica e rispetto del valore storico dello stadio».
«Anche la trasparenza resta soltanto una parola. Dal 5 giugno sono ancora in attesa di ricevere il testo integrale delle riserve presentate dall’appaltatore per chiedere ulteriori somme. Il Comune proclama trasparenza, ma continua a non consegnare a un consigliere comunale i documenti indispensabili per capire quanti altri soldi siano stati richiesti, per quali ragioni e con quali possibili conseguenze sul costo finale dell’opera».
«La Giunta renda immediatamente pubblici il costo aggiornato del Franchi, le riserve dell’appaltatore, le fonti di finanziamento e un cronoprogramma credibile. Dopo anni di annunci e cambi di direzione, Firenze ha diritto alla verità: quanto costerà davvero lo stadio, quando sarà concluso e chi risponderà dei ritardi e dell’aumento continuo della spesa» conclude il consigliere Massimo Sabatini della lista civica Eike Schmidt. (s.spa.)

