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SPC: "Un solo bagno pubblico nuovo per tutta Firenze, e con la gettoniera"

Dettagli

Palagi e Lupo: "Il Comune ha affidato il 13 agosto un solo servizio igienico autopulente da 46.799 euro, da collocare in una delle tre aree candidate — piazza Indipendenza, viale Lincoln alle Cascine o piazza Tasso — scegliendo quella dove l'allaccio si fa prima. Il progetto prevede il pagamento all'ingresso"
Data:

9 Settembre 2026

Tempo di lettura:

5 minuti, 1 secondo

Consiglio comunale
sinistra progetto comune
quartiere 1

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune e Francesca Lupo – Sinistra Progetto Comune, Quartiere 1


"Con la determinazione dirigenziale n. 6159 del 13 agosto 2026 il Comune di Firenze ha affidato la fornitura e la posa di un nuovo servizio igienico autopulente: 46.799,10 euro netti su un quadro economico di 74.677,50, novanta giorni di lavori, risorse del Fondo città UNESCO del Ministero del Turismo. Depositiamo un'interrogazione: perché è un bagno solo e perché il criterio con cui si sceglie dove metterlo non è mai passato dal Consiglio comunale.

Le aree candidate, scrive la determinazione, sono tre: «Piazza Indipendenza o Viale Lincoln nel parco delle Cascine o Piazza Torquato Tasso». La relazione tecnica aggiunge che «la realizzazione sarà pertanto limitata ad un solo intervento dei tre proposti», scelto in base alle verifiche sugli impianti fognari «e della relativa tempistica di attuazione, dando priorità all'intervento eseguibile nei tempi più brevi». Fra tre piazze, due delle quali da anni chiedono un bagno pubblico, vince quella dove i tubi sono già a posto. E i novanta giorni corrono dal 13 agosto: la scelta si sta facendo ora, senza che il Consiglio ne sappia nulla.

Poi c'è la gettoniera. Il progetto prevede che il servizio, «a prescindere dalla sua collocazione», abbia una «gettoniera blindata per il pagamento del servizio». È il contrario di ciò che il Consiglio del Quartiere 1 ha votato il 2 ottobre 2025, approvando con quattordici voti favorevoli la mozione di Fulvia Alidori sui bagni nelle piazze dei rioni, nelle cui premesse sta scritto che «un bagno pubblico ad uso gratuito contrasta l'obbligo della consumazione in esercizi commerciali». L'abbiamo votata anche noi. Quanto si paga, del resto, non lo ha mai deciso il Consiglio comunale: le determinazioni mensili sugli incassi parlano di «una tariffa, variabile a seconda della tipologia dei servizi igienici, tra € 0,20 - € 0,50 o € 1,00», e nel solo agosto 2026 sono stati accertati 13.674,72 euro in Tesoreria più 2.512,02 riscossi con il bancomat.

Non stiamo denunciando un'irregolarità, e ringraziamo l'Assessora e gli uffici per le risposte che ci hanno permesso di ricostruire la vicenda. Stiamo denunciando un vuoto politico, che la Giunta ha messo per iscritto rispondendoci il 22 luglio 2026: gli atti con cui il servizio va avanti sono, «in assenza di specifici atti di indirizzo contenenti indicazioni su programmi oppure obiettivi specifici in materia di servizi igienici», un «atto eminentemente gestionale». Nel frattempo la conta dei bagni cittadini è passata da quarantadue a trentatré e poi a quarantaquattro, di cui ventitré «pienamente operativi»; e il bagno di piazza dei Ciompi, ad agosto, ha incassato con il bancomat sei euro in tutto il mese.

Su come si apre un bagno pubblico c'è poi una proposta che arriva dal Quartiere 1, e la facciamo nostra. Lo sblocco non deve passare solo da un gettone o da un'applicazione per il telefono: la tessera sanitaria ha un chip ed è già nel portafoglio di chi è iscritto al servizio sanitario, e può aprire una porta senza chiedere denaro. Vale però a due condizioni, che scriviamo prima che ce le chiedano: che la tessera apra e basta, senza registrare chi entra e quando, e che accanto resti sempre un modo di entrare per chi un documento non ce l'ha, perché le persone senza dimora, chi non ha residenza e chi è appena arrivato in città sono quelle a cui un bagno serve di più. Abbassare la soglia di accesso a un servizio di elementare cura dei corpi significa questo: meno passaggi, non più identificazione. E vale la pena dirlo per intero, perché di solito non lo dice nessuno: per i corpi femminili e per i corpi fragili l'assenza di un bagno aperto e gratuito non è un disagio uguale per tutte e tutti. Chi ha le mestruazioni, chi è in gravidanza, chi ha una patologia che non aspetta, le persone anziane e le persone con disabilità: per loro un bagno che non c'è, o che chiude alle 17, decide se si può stare fuori casa e per quanto.

Chiediamo alla Sindaca e alla Giunta di dire quale piazza è stata scelta e con quale criterio, prima che i lavori partano e ribadiamo che proporremo una mozione per dare protagonismo alle assemblee elettive". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

09/09/2026, 11:31

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