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SPC: "Sollicciano non è solo una questione di muri"

Dettagli

"La presentazione di un opuscolo e un dibattito domenica alla festa di Sinistra Progetto Comune"
Data:

18 Settembre 2026

Tempo di lettura:

3 minuti, 24 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni del gruppo Sinistra Progetto Comune

Il nostro gruppo consiliare sta seguendo dalla nascita le attività del gruppo Foucalut. Rilanciamo quindi la nota stampa.

«Da mesi incontriamo persone detenute e personale, visitiamo gli istituti penitenziari fiorentini, raccogliamo problemi e proviamo a individuare soluzioni concrete. È una politica dei “piccoli passi”, che non confonde la gradualità con l’immobilismo: nel carcere anche un intervento apparentemente piccolo può incidere sulla vita quotidiana di chi ci vive e di chi ci lavora.

Il problema è che il dibattito pubblico su Sollicciano sembra non riuscire a uscire dal solito schema: chiuderlo o non chiuderlo. Una discussione ormai quasi esclusivamente edilizia, nella quale rischia di scomparire la questione essenziale: come vivono oggi le circa 450 persone detenute a Sollicciano?

Si può discutere per anni del nuovo carcere, della ristrutturazione, della chiusura o della permanenza dell’attuale struttura. Ma nel frattempo le persone continuano a vivere lì. E le loro condizioni di detenzione non possono essere considerate una variabile dipendente dai tempi della politica, dei finanziamenti o dei cantieri.

Per il Gruppo Foucault il punto è semplice: il carcere non è un problema immobiliare. È un problema di diritti. E l’articolo 27 della Costituzione non entra in vigore quando sarà pronto il nuovo edificio.

Per questo continueremo a occuparci di Sollicciano e della realtà penitenziaria fiorentina, mantenendo aperto il confronto con detenuti, operatori e istituzioni. Non soltanto sulle celle e sugli spazi, ma sulle condizioni complessive della vita detentiva, sulle misure alternative, sul lavoro, sulla salute, sulle relazioni con la città e sulla possibilità concreta che la pena non si trasformi in una semplice sospensione della vita.

È anche il senso del dibattito “L’esecuzione penale davanti alla Costituzione: il caso di Sollicciano”, in programma domenica alle 18 alla festa di Sinistra Progetto Comune. Ne discuteranno Sara Nocentini del Gruppo Foucault, Michele Passione, avvocato, Giovanni Maria Pavarin, Garante dei diritti dei detenuti di Trento e già magistrato di sorveglianza, ed Enrico Vincenzini, presidente di Antigone Toscana. Introduce e coordina Francesco Pini di Lady Radio. Un confronto che parte da Sollicciano, ma riguarda una questione più ampia: che cosa significa dare attuazione alla Costituzione nel momento dell’esecuzione della pena.

In questo percorso si inserisce anche "Castigo e Delitto. Anche il carcere è città", il primo Quaderno del Gruppo Foucault, distribuito in questi giorni, in edizione limitata, alla festa di Sinistra Progetto Comune. Il Quaderno sarà presentato pubblicamente dopo la festa e vuole contribuire a riportare il carcere dentro una discussione politica e civile che non si esaurisca nell’alternativa tra chiusura e permanenza di Sollicciano.

Il 22 settembre la Corte costituzionale è chiamata a pronunciarsi sul ricorso relativo alle condizioni di detenzione a Sollicciano. È un passaggio importante, ma non può essere l’ennesimo appuntamento dal quale aspettare una soluzione definitiva a una situazione che definitiva non è mai stata.

Aspetteremo la decisione della Corte costituzionale. Il 23 settembre, comunque vada, saremo ancora lì. Perché la condizione delle persone detenute non può essere messa in attesa della prossima sentenza, del prossimo progetto o del prossimo carcere». (fdr)

Ultimo aggiornamento:

18/09/2026, 15:57

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