SPC: "Ponte al Pino, la sicurezza di chi cammina è a rischio"
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6 Luglio 2026
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Queste le dichiarazioni di Lorenzo Palandri - Sinistra Progetto Comune Quartiere 2 e Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune
"Il Comune ha approvato la convenzione con Rete Ferroviaria Italiana per il consolidamento delle spalle e la sostituzione dell’impalcato del cavalcaferrovia di Ponte al Pino. È un intervento imponente: per rimuovere il vecchio ponte e vararne uno nuovo sono state disposte chiusure stradali, divieti di sosta e la deviazione temporanea del trasporto pubblico, mentre la circolazione ferroviaria viene interrotta nei giorni tra il 5 e il 10 luglio. In quelle stesse ore resta chiusa anche la passerella pedonale provvisoria che sostituisce l’attraversamento. Su questo cantiere abbiamo depositato un’interrogazione urgente.
Diverse persone residenti hanno segnalato che, nei giorni precedenti il varo, i divieti di sosta e le chiusure non trovavano riscontro in lavorazioni visibili sulla strada, alimentando la percezione che i provvedimenti fossero privi di ragione. La segnaletica affissa richiama i numeri delle determine e le date di validità, ma non rende leggibile alla cittadinanza la natura dell’operazione (il varo di un impalcato ferroviario, con una delle gru più grandi mai impiegate in Europa) né il cronoprogramma delle diverse fasi. Una comunicazione pubblica chiara sui cantieri di grande impatto non è un gesto di cortesia: è la condizione perché il rapporto di fiducia tra amministrazione e cittadinanza non si logori a ogni transenna.
Il punto più delicato è la passerella pedonale provvisoria. È uno spazio stretto e condiviso, dove vige l’obbligo di condurre a mano biciclette e monopattini, obbligo però ampiamente disatteso. Il passaggio finisce per essere usato come una corsia di transito (in particolare da chi proviene da via Mannelli e lo attraversa in direzione di viale dei Mille) anche perché, durante la chiusura del ponte, manca un percorso alternativo chiaramente segnalato. La convivenza forzata tra chi cammina e chi resta in sella grava soprattutto sulle persone con disabilità, sulle persone anziane, su chi si muove con bambine e bambini o con un passeggino: per loro un percorso pedonale sicuro non è un comfort, è la condizione stessa per poter attraversare.
La tentazione, di fronte all’insicurezza, è chiedere più controlli e più multe. Ma la repressione non è né la risposta giusta né una risposta praticabile: non si può pensare di sanzionare tutte e tutti su ogni passerella e ogni marciapiede della città, e affidarsi a una vigilanza impossibile significa, nei fatti, non risolvere nulla. Il problema è a monte, ed è di progettazione: larghezza adeguata degli spazi, separazione fisica tra chi cammina e chi pedala, segnaletica leggibile, presidi nelle fasi di punta. E, più in generale, è la mancanza di infrastrutture ciclabili continue e sicure a spingere chi va in bicicletta sui percorsi pedonali: non una prepotenza, ma l’assenza di alternative.
Chi si muove senza un guscio di lamiera intorno (a piedi, in bici, in carrozzina) è l’utente più esposto della strada, e troppo spesso finisce in fondo alla scala delle priorità, tanto che perfino la precedenza sulle strisce pedonali è tutt’altro che garantita. Rovesciare questa logica (progettare la città a partire da chi è più debole, invece di disciplinare comportamenti indotti dalle scelte sbagliate) è per noi la misura concreta di una mobilità giusta.
C’è poi una questione di buon uso delle risorse pubbliche. Le vie interessate dal cantiere sono già state oggetto, negli ultimi anni, di un ciclo ripetuto di manutenzioni di manto stradale e segnaletica: coordinare l’opera ferroviaria con gli interventi già programmati eviterebbe di ripetere a breve distanza scavi, ripristini e disagi, con un risparmio per la collettività.
La questione, del resto, non riguarda solo Ponte al Pino. La moltiplicazione dei cantieri e delle passerelle provvisorie, così come la diffusione di aree pedonali attraversate da mezzi in movimento, ripropone su tutta la città il tema della sicurezza e dell’accessibilità di chi cammina. Per questo chiediamo alla Sindaca e alla Giunta di intervenire sulla sicurezza dei percorsi pedonali provvisori (a partire da un percorso alternativo chiaramente segnalato per chi proviene da via Mannelli) privilegiando la progettazione degli spazi rispetto al solo ricorso a controlli e sanzioni, di assumere iniziative strutturali per la continuità e la sicurezza delle infrastrutture ciclabili, di coordinare l’intervento ferroviario con le manutenzioni già in programma e di confrontarsi con le e i Presidenti di Quartiere, nelle commissioni competenti, per una programmazione che affronti su tutta la città la sicurezza e l’accessibilità di chi si muove a piedi nei contesti di cantiere e nelle aree pedonali". (fdr)

