SPC: "Via Burci, il «mostro» del Poggetto se ne va: ma la variante tradisce le promesse"
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20 Luglio 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune e Thomas Maerten - Sinistra Progetto Comune Quartiere 5
"Che il «mostro del Poggetto» debba sparire è una promessa che aleggia da tempo: uno scheletro di cemento abbandonato da oltre trent'anni, in un quartiere che chiede da sempre spazi e servizi. La domanda che il Consiglio doveva porsi, però, non è se recuperare quell'area, ma a quali condizioni e per chi. E la risposta che arriva con questa variante non è quella che ci viene raccontata.
Ci dicono: la superficie scende da 4.900 a 4.500 metri quadri, quindi «meno cemento». È una mezza verità, e il confronto vero è scritto negli atti di questo stesso Consiglio comunale. Nel 2006, con la delibera di indirizzo 36, il Consiglio prescrisse che nel recupero dell'area ex Prestige la destinazione residenziale non superasse il 45%, che il resto fossero funzioni di servizio, e che si realizzasse «un luogo di aggregazione centrale di uso pubblico». Nel 2009, approvando il Piano di Recupero, quei paletti diventarono numeri: superficie residenziale non oltre 1.842 metri quadri, e circa 3.000 metri quadri di funzioni non residenziali (commercio di vicinato, servizi, spazi per la collettività).
Oggi si vota altro: 4.500 metri quadri interamente residenziali. La superficie per le abitazioni non diminuisce, ma raddoppia rispetto al limite che la Città si era data; e le funzioni pubbliche, i servizi, il luogo di aggregazione previsto spariscono del tutto. Non è un recupero urbano con servizi e spazio pubblico: è un'operazione immobiliare residenziale di mercato. Il valore pubblico che il Consiglio aveva preteso diventa valore privato.
Ci si dirà: ma ora c'è l'housing sociale. È positivo che ci sia, ma va detto per quello che è: edilizia residenziale convenzionata, non pubblica; circa dodici alloggi su sessanta; con un diritto di prelazione del Comune che nella convenzione è soltanto facoltativo e un vincolo di appena vent'anni, proprio nel pieno dello scandalo Le Quinte. In una città con migliaia di persone in attesa di una casa popolare, è poco ed è reversibile.
Ci si dirà: ma ci sono i parcheggi pubblici. I comunicati parlano di sessanta posti, gli atti ne dicono cinquantaquattro, e restano di proprietà privata, con la manutenzione a carico dei privati, dentro un garage da 280 posti venduti a prezzo di mercato. La maggioranza del Quartiere 5 chiede addirittura più auto: perché la crisi climatica talvolta viene dimenticata e si rischia di attirare più traffico accanto a un asilo nido.
C'è infine la sicurezza, che non è un dettaglio tecnico: si costruisce di più e più in alto (cinque edifici fino a undici metri e mezzo) su un versante classificato a pericolosità di frana elevata, riducendo il monitoraggio decennale che il Piano del 2009 imponeva. Il Comitato del Poggetto queste cose le dice dal 2009, quando presentò osservazioni su volumetrie e rischio idrogeologico, respinte su quasi tutto.
Quando i comitati e chi abita lì dicono che «è cambiato molto», hanno ragione: è cambiata la natura stessa dell'intervento, e non nel senso che ci viene raccontato. Per questo abbiamo presentato tre ordini del giorno (casa davvero pubblica, servizi di prossimità e spazio pubblico, sicurezza idrogeologica con monitoraggio trasparente) e ci mettiamo a disposizione per le osservazioni puntuali nei trenta giorni, per chiunque vorrà migliorare il territorio". (fdr)

