Sinistra Progetto Comune: "San Niccolò e scuola Serristori: Quartiere 1 e Comune aprano un confronto pubblico"
Dettagli
10 Agosto 2026
6 minuti, 17 secondi
Descrizione
Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi, Sinistra Progetto Comune e Francesca Lupo, Sinistra Progetto Comune Quartiere 1.
"La scuola dell'infanzia Serristori è una delle cose che a San Niccolò funzionano, e chi ci abita lo dice da anni. Proprio per questo, nel novembre 2025, abbiamo depositato un'interrogazione: manutenzione del percorso di accesso, zonizzazione che manda altrove le bambine e i bambini del rione, numeri delle assegnazioni, recupero di altri immobili pubblici, distribuzione complessiva dei servizi.La risposta della Giunta è del 10 luglio 2026, di otto mesi dopo; il 6 agosto è arrivato anche il riscontro a un nostro accesso agli atti. Di entrambi ringraziamo l'Assessora all'Educazione e gli uffici, che hanno lavorato su quesiti tutt'altro che semplici.
Il problema non è il lavoro di chi ha risposto: è che, messe una accanto all'altra, quelle due risposte fotografano un'amministrazione che si è messa nella condizione di non poter decidere.
Sulla manutenzione l'Amministrazione scrive di avere «programmato un intervento di manutenzione straordinaria del percorso di accesso». Non c'è una data, non c'è un importo, e nel riscontro all'accesso non ci è stato trasmesso alcun documento. Negli atti pubblicati del Comune non ci risulta alcun provvedimento: gli ultimi che riguardano l'edificio scolastico sono del 2006. Saremo felici di essere smentiti con un numero di progetto.
Sulla zonizzazione la ricostruzione è più netta. La Segreteria Tecnica della Conferenza Zonale (leggiamo) aveva proposto, «su richiesta anche del Quartiere e delle famiglie di San Niccolò», di riassegnare i numeri dispari di via San Niccolò all'Istituto Comprensivo Centro Storico-Pestalozzi, con parere favorevole di quest'ultimo. Gli organi dell'Istituto Comprensivo Oltrarno hanno detto no, e lì la vicenda si è fermata: gli uffici, scrive la Giunta, «possono proporre nuovamente», ma «non possono imporre la variazione d'ufficio». Il confronto con la residenza che chiediamo oggi non è dunque un'idea nostra: è una richiesta che il Quartiere e le famiglie avevano già avanzato, finita in un diniego mai riportato in nessuna sede pubblica.
Che quella strada non sia impraticabile lo dimostra un atto del Comune di sette mesi fa. Nella circolare per le iscrizioni alle scuole dell'infanzia comunali del 2026/2027, del 9 gennaio 2026, si legge che per le famiglie della zona della scuola Pilati, chiusa per lavori, «l'Istituto Comprensivo Don Milani ha previsto di attribuire a tali famiglie, relativamente alle scuole dell'infanzia di competenza dell'istituto, lo stesso punteggio dei residenti della propria zona». È esattamente l'operazione descritta come impossibile per San Niccolò: nessuno ha imposto nulla, si è trattato e si è ottenuto.
C'è poi la questione dei numeri, ed è la più seria. Il 10 luglio la Giunta ci ha scritto che «rispetto ai numeri delle iscrizioni non sono state rilevate negli ultimi anni scolastici criticità di accesso alla scuola statale Serristori da parte dei residenti della suddetta zona». Il 6 agosto ci è stato risposto che quei dati «possono essere prodotti solo dal titolare degli stessi», cioè dall'Istituto Comprensivo. Delle due l'una: o quei numeri l'Amministrazione li ha visti, e allora si possono mostrare a chi abita il rione, oppure la rassicurazione di luglio non poggia su una verifica. Non sosteniamo che ci sia chi ha nascosto qualcosa, ma che manca lo strumento più elementare per governare i servizi educativi di prossimità, cioè sapere quante bambine e quanti bambini di una zona restano fuori dalla scuola del loro rione.
Il quarto quesito, quello sul recupero di immobili pubblici dell'area, è rimasto senza risposta insieme al quinto. Ma la risposta la danno gli atti. La scuola Serristori si trova dentro Palazzo Vegni, in via San Niccolò 89/a-95, di proprietà comunale dal 1980. Nel Protocollo d'intesa del 22 aprile 2002 con l'Università degli Studi di Firenze c'era «l'impegno dell'Università al rilascio degli spazi posti al piano terreno, al fine della razionalizzazione dei locali utilizzati nel medesimo immobile dalla scuola materna». Non è mai stato onorato: nel 2013 quegli spazi sono stati assegnati all'Ateneo per un museo mai trasferito, e con la determina dirigenziale n. 1332 del 5 marzo 2021 il Comune li ha concessi all'Università e alla Scuola Normale Superiore per cinquant'anni, senza «alcun onere economico». Nello schema di concessione la scuola dell'infanzia non compare mai. Non discutiamo il valore di una presenza universitaria in centro: constatiamo che si è deciso per mezzo secolo su un bene pubblico senza chiedersi cosa servisse alla scuola che quel bene ospita, e senza che il Consiglio comunale ne discutesse.
Lo spopolamento del centro storico non è un destino demografico: è la somma di decisioni prese una alla volta, ciascuna ragionevole per sé, nessuna mai messa in fila davanti a chi ci abita. Un percorso di accesso che si aggiusterà, uno stradario che nessuno riapre, un piano terreno promesso a una scuola e concesso per mezzo secolo ad altri. Le famiglie non se ne vanno per un atto solo: se ne vanno perché nessuno le ha mai convocate per dire come stanno le cose.
Per questo chiediamo al Consiglio del Quartiere 1 e all'Amministrazione comunale di aprire un confronto pubblico con la residenza di San Niccolò, in tempo utile per la prossima finestra delle iscrizioni (fosse anche quella del 2027): un'assemblea nel rione, con il Quartiere, la Direzione Istruzione, la Conferenza Zonale e gli Istituti Comprensivi interessati, in cui si mettano sul tavolo i numeri delle assegnazioni degli ultimi anni, lo stato del percorso di accesso alla scuola e gli spazi pubblici ancora disponibili nel rione. Non chiediamo un atto nuovo: chiediamo che il Comune e il Quartiere facciano ciò che avevano già provato a fare, e che questa volta lo facciano insieme a chi ci abita. Continueremo a seguire la vicenda dentro e fuori da Palazzo Vecchio".
(sp)

