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Sinistra Progetto Comune: "Fratelli d’Italia parla di "glorioso passato coloniale". Gravissimo"

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“Una cultura politica da rigettare e incompatibile con il senso stesso della Resistenza”
Data:

8 Aprile 2026

Tempo di lettura:

4 minuti, 18 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi, Antonella Bundu - Sinistra Progetto Comune e Thomas Maerten - Sinistra Progetto Comune Quartiere 5

"Accogliamo positivamente la mozione presentata dal Partito Democratico per rimuovere la dicitura "Medaglia d'Oro" dalla toponomastica di Via Reginaldo Giuliani. È un atto che ribadisce, in forma ufficiale da parte della maggioranza, quello che come Sinistra Progetto Comune sosteniamo da anni: che celebrare acriticamente un simbolo del colonialismo fascista nello spazio pubblico di una città medaglia d'oro alla Resistenza è una contraddizione insostenibile.

Ma non possiamo fingere che questo basti. E non possiamo tacere il ritardo con cui si arriva a questo passo.

Nel luglio 2020 presentammo una mozione — solo noi due a votarla — per intitolare quella via a Vittorio Mario Giuliani, partigiano, combattente per la libertà, che il 8 settembre 1943 rifiutò l'arruolamento nella Repubblica Sociale Italiana. Stesso cognome, storia opposta: da un lato il "perfetto milite fascista", dall'altro chi scelse la Resistenza. La proposta fu respinta 14 a 2. Tra chi votò contro c'era il consigliere Draghi.

La mozione del PD oggi chiede di togliere le parole "Medaglia d'Oro" mantenendo però l'intitolazione a Reginaldo Giuliani. Per noi non è sufficiente: una via che porta il nome di un cappellano fascista, volontario della guerra coloniale in Etiopia — quella in cui il regime impiegò armi chimiche, compì stragi di civili, costruì campi di concentramento — non può essere "bonificata" con un aggiustamento toponomastico parziale. Il problema non è il titolo onorifico: è il nome stesso, e il progetto di dominio coloniale e razziale che quel nome rappresenta nello spazio urbano.

Su questo ci attendiamo che il PD faccia un passo avanti coerente, sostenendo l'intitolazione della via a una figura della Resistenza, come già proponemmo. Siamo pronti a ripresentare quella proposta.

Nel frattempo, dobbiamo nominare ciò che è accaduto in aula in questi anni. Quando nel luglio 2023 il Consiglio Comunale approvò la risoluzione per istituire una giornata nazionale in memoria dei crimini del colonialismo italiano in Africa — atto 2021/00607, che chiedeva al Parlamento di individuare il 19 febbraio come data della memoria — il consigliere Draghi votò contro. Quella risoluzione documentava l'uso di gas in Libia e in Etiopia, le stragi di Debre Libanos e di Ankober, i campi di concentramento, le leggi razziali coloniali. Votare contro significava rifiutarsi di riconoscere quei fatti come crimini degni di memoria pubblica. La riproporremo aggiornata, anche per impegnare Palazzo Vecchio sempre di più al fianco del Black History Month.

Oggi abbiamo ascoltato lo stesso Draghi parlare di "glorioso passato coloniale italiano". Queste parole non sono uno scivolone: sono una posizione politica. Sono la stessa posizione che porta a votare contro la memoria delle vittime africane dell'occupazione italiana, contro la rimozione di simboli fascisti dallo spazio pubblico, contro il riconoscimento che il colonialismo italiano fu — nelle parole della nostra stessa risoluzione approvata — violenza, armi chimiche, campi di concentramento, leggi razziali.

Non esiste un passato coloniale "glorioso". Esiste un passato coloniale criminale, che l'Italia ha rimosso per decenni e che ancora fatica a fare i conti con sé stesso. Glorificarlo non è revisionismo ingenuo: è la legittimazione di una gerarchia tra popoli che ha prodotto massacri, e che oggi alimenta i nazionalismi e i razzismi con cui si governa la crisi dei migranti, si chiudono i porti, si lascia morire nel Mediterraneo chi proviene da quei paesi che l'Italia ha occupato e devastato.

Come Sinistra Progetto Comune continuiamo a chiedere: rinominare completamente la via, intitolando lo spazio pubblico a chi ha combattuto per la libertà; promuovere nelle scuole e nelle istituzioni fiorentine la memoria dei crimini coloniali italiani, a partire dal 19 febbraio; e che chi siede in Consiglio Comunale si assuma la responsabilità pubblica delle proprie parole — compreso chi, parlando di "gloria" coloniale, offende le vittime e le loro discendenti che vivono anche in questa città". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

08/04/2026, 18:37

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