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Sinistra Progetto Comune: "Accoglienza per chi non ha casa: la retta è ferma dal 2023"

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Palagi: "Il servizio è raddoppiato in due anni e mezzo, ma serve un cambio di approccio e una maggiore capacità di programmazione politica"
Data:

10 Agosto 2026

Tempo di lettura:

2 minuti, 31 secondi

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi, Sinistra Progetto Comune. 

"Una persona adulta senza dimora, presa in carico dai servizi sociali, può essere accolta in una struttura gestita da una cooperativa o da un ente del Terzo settore, per cui c'è una retta fissa di 37 euro al giorno, un importo che può salire a 50 euro in caso di vulnerabilità più gravi. La cifra deve coprire alloggio, pasti, utenze, servizi (come lavanderia e percorsi educativi) e accompagnamento verso un inserimento nella società, con personale dedicato presente negli immobili 24 ore su 24. L'importo non ci risulta sia mai cambiato in questi anni, almeno da dicembre 2023, nonostante negli atti si riconosca come  la retta «può essere rinegoziata con cadenza annuale, in accordo tra le parti». 

Il sistema funziona con un albo, da cui il Comune "acquista" i posti necessari. Ci risulta che il servizio sia cresciuto molto: la spesa impegnata per un trimestre è passata dai 280.000 euro dell'inizio 2024 ai 547.143 di luglio-settembre 2026. Dividendo per la retta e per i giorni si ricava un ordine di grandezza, che ovviamente è supposto: fra 119 e 161 persone accolte in media ogni giorno, contro le 60-70 di due anni e mezzo fa. È una stima nostra, ricavata dagli atti, che abbiamo voluto fare per difetto.

Da qui nasce una preoccupazione: pensiamo sia fondamentale ripensare complessivamente il sistema con cui si va incontro alle situazioni di potenziale marginalità, in una fase storica in cui tutto il dibattito sulla sicurezza ignora le politiche sociali, concentrandosi unicamente sull'ordine pubbliche, invece che avanzando proposte precise sulla prevenzione. Ci chiediamo se il sistema regge: ci pare che larga parte di questo servizio si regga grazie a una cooperativa in particolare che da sola si fa carico di 14 strutture su 25 (le altre sono suddivise tra altre sei realtà). Depositiamo in queste ore un'interrogazione, per capire quanto siano agevoli le condizioni di lavoro di chi opera in questo ambito e se ci siano margini di miglioramento. Inoltre a settembre proporremo un cambio radicale di approccio, che veda il pubblico capace politicamente di assumersi responsabilità e programmare i servizi secondo obiettivi chiari e di prospettiva". 

 

 

(sp)

Ultimo aggiornamento:

10/08/2026, 11:26

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