Sinistra Progetto Comune: "Via Accademia del Cimento, tre anni fuori casa, rientro slittato"
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6 Maggio 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune e Thomas Maerten — Sinistra Progetto Comune Quartiere 5
"Ieri abbiamo ricevuto la risposta alla nostra nona interrogazione su questa vicenda. I lavori finiranno a giugno, il collaudo entro dicembre, il rientro non prima di ottobre: tre anni di dislocazione forzata per famiglie di edilizia residenziale pubblica.
Il 5 maggio 2026, a due anni e mezzo dall'inizio dei traslochi forzati e a oltre un anno dalla scadenza originale dei lavori, la Giunta ci ha risposto. È la nona volta che come gruppo Sinistra Progetto Comune presentiamo un atto ispettivo sul complesso ERP di via Accademia del Cimento 14. Lo abbiamo fatto perché c'erano famiglie che non ricevevano risposte, perché i cantieri sono partiti con persone ancora dentro casa, perché le auto abbandonate nell'area venivano usate come riparo notturno e nessuno interveniva. Continuiamo a farlo perché riteniamo che l'edilizia residenziale pubblica non sia un servizio di serie B, ma risponde a un diritto.
La notizia più pesante riguarda i tempi. I lavori dovevano concludersi entro il 31 marzo 2026, termine imposto dal finanziamento PNC (Piano Nazionale Complementare). Ora la Giunta ci dice che finiranno entro giugno, che il collaudo si farà entro il 31 dicembre 2026, e che le famiglie potranno rientrare tra ottobre e dicembre. Significa che molte di loro avranno trascorso quasi tre anni lontane dalle proprie abitazioni, dai propri quartieri, dalle proprie reti di vita. Chiediamo con chiarezza se questo slittamento rispetto alla scadenza PNC ha conseguenze formali sul finanziamento, e se il Comune ha già avuto interlocuzioni con il Ministero competente su questo punto.
Almeno 41 famiglie non torneranno. Dalle scale 4, 5, 8, 9 — 22 nuclei su 58 mobilizzati hanno accettato definitivamente l'alloggio provvisorio assegnato altrove. Dalle scale 6, 7, 10, 11 — altri 19 hanno ricevuto assegnazione definitiva in una sistemazione diversa. Questi numeri non sono burocrazia: sono persone che, in una condizione di pressione e incertezza prolungata, hanno rinunciato alla propria casa. Spesso si tratta di anziani, di famiglie con fragilità, di persone che non avevano la forza di resistere a tempi indefiniti. Il risultato è una dispersione irreversibile di una comunità che aveva costruito relazioni e radici in quel luogo. Questa dispersione è una responsabilità politica di chi ha gestito la vicenda in modo approssimativo nella fase iniziale.
Per i civici 14/1-3, la palazzina del cosiddetto Lotto 1, non c'è ancora nessun finanziamento. La Giunta parla di "approfondimenti con la Regione Toscana su fondi statali". Non è una risposta, è un rinvio. Quelle famiglie meritano un cronoprogramma, non una prospettiva indefinita.
La risposta lascia aperte o risolve in modo insoddisfacente molte delle questioni che avevamo sollevato. Non verrà installato alcun sistema di videosorveglianza, nonostante le effrazioni alle cantine — che la stessa Giunta conferma — e nonostante la presenza prolungata di auto abbandonate usate come riparo. Non siamo sostenitori entusiasti della videosorveglianza; ma mentre la si installa in tutto il territorio, qui si è scelto di no. Sul trasloco di rientro, non sono previsti contributi economici individuali, a differenza di quanto avvenuto per la prima tranche di mobilità, quando le famiglie potevano richiedere fino a 3.000 euro. Chi ha dovuto lasciare casa non per scelta ma per ordine del Comune ha diritto a essere messo nelle condizioni di tornare. Sulle verande e chiusure di terrazze, verranno ricostruite solo quelle che avevano un'autorizzazione urbanistica preesistente: in un patrimonio ERP dove molte strutture esistevano da decenni senza che nessuno avesse mai guidato le famiglie verso la regolarizzazione, questa scelta penalizza chi aveva meno risorse e meno informazioni. Quanto alla TARI, i problemi emersi durante il periodo di trasloco resteranno aperti fino alla conclusione del rientro: non è accettabile che le famiglie portino ancora questo peso di incertezza.
Una nota a margine. Alla nostra domanda su perché durante i cantieri non siano mai stati messi nemmeno semplici cartelli temporanei per evitare problemi di traffico, la Giunta ha risposto che si trattava di "normali fastidi arrecati durante l'esecuzione di lavori". Non è così. I problemi segnalati erano reali e documentati, e questa risposta conferma un atteggiamento di sottovalutazione costante nei confronti di chi vive in quell'area.
C'è una novità che accogliamo positivamente: a partire dalla metà di maggio, il Servizio Casa e Casa SpA organizzeranno sopralluoghi presso gli alloggi ristrutturati per tutte le famiglie che intendono rientrare, con tecnici disponibili a rispondere a domande specifiche su alloggio, modifiche strutturali, tempi e modalità del trasloco. Era quello che chiedevamo: un'interlocuzione chiara, non un indirizzo email senza risposta. Da giorni i nuclei interessati ci segnalavano l'assenza di risposte — finalmente, grazie alla risposta dell'Assessore Paulesu, possiamo condividere informazioni concrete. Vigileremo che questo impegno venga rispettato.
Continueremo a seguire questa vicenda con la stessa tenacia con cui lo abbiamo fatto da quando è emersa. Una città che si occupa di grandi eventi e di attrattività turistica deve saper rispondere anche a chi chiede semplicemente di sapere quando potrà tornare a casa propria". (fdr)

