Servizi per l’infanzia, Del Re (Firenze Democratica): “Iscrizioni fuori termine, appena cinque posti per la fascia dei piccoli in tutta Firenze. Per molte famiglie il nido rischia di slittare al 2027 e il costo ricade soprattutto sulle madri”
20 Luglio 2026
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Queste le dichiarazioni della capogruppo di Firenze Democratica Cecilia del Re:
“Continuano ad arrivarci segnalazioni da parte di famiglie che in questi giorni stanno presentando le cosiddette iscrizioni fuori termine ai servizi educativi comunali per i bambini e le bambine nati dopo il 31 maggio 2026.
Non parliamo di genitori che hanno dimenticato una scadenza o presentato in ritardo la domanda. Parliamo di bambini che, per la loro data di nascita, non potevano partecipare alle iscrizioni ordinarie e per i quali la procedura è stata aperta soltanto il 16 luglio.
La tabella attualmente pubblicata dal Comune restituisce però una situazione già sostanzialmente satura: per la fascia dei piccoli risultano appena cinque posti indicativamente disponibili in tutta Firenze, quattro al nido Cipì nel Quartiere 1 e uno al Fantaghirò nel Quartiere 5. Nei Quartieri 2, 3 e 4 non ne risulta nessuno.
Si tratta di disponibilità indicative, che potranno eventualmente cambiare in seguito a rinunce o dimissioni, ma la fotografia è inequivocabile: per moltissime delle famiglie che stanno presentando domanda le possibilità concrete di ottenere un posto nell’anno educativo che inizierà a settembre sono minime, quando non del tutto inesistenti.
Salvo posti che dovessero liberarsi nei mesi successivi, queste famiglie dovranno con ogni probabilità aspettare settembre 2027. Significa che alcuni bambini potranno entrare al nido soltanto dopo aver superato l’anno di età e che i genitori dovranno trovare autonomamente una soluzione per un periodo che può durare anche più di un anno.
Come avevamo già fatto notare a maggio 2026 in commissione 9, quando fu bocciata una nostra mozione sul tema, la strada del nido privato accreditato non rappresenta sempre un’alternativa praticabile. Molte strutture sono già piene, anche per l’aumento della domanda determinato dalla misura regionale Nidi Gratis, certamente positiva ma non accompagnata da una crescita sufficiente dei posti disponibili.
Chi resta escluso è quindi costretto ad affidarsi ai nonni o ad altri familiari, quando presenti e disponibili; a ricorrere continuativamente a una baby-sitter, affrontando un esborso considerevole; oppure a ridurre o sospendere la propria attività lavorativa attraverso il part-time, lunghi periodi di congedo parentale o, nei casi più difficili, lasciando il lavoro.
Tutte scelte che comportano una perdita di reddito immediata e che possono avere conseguenze durature anche sul percorso professionale e contributivo. E purtroppo queste scelte continuano a ricadere soprattutto sulle madri. Sono ancora troppo spesso le donne a ridurre l’orario, rinunciare alle opportunità professionali o uscire temporaneamente dal mercato del lavoro per compensare l’assenza dei servizi.
A maggio avevamo denunciato l’esistenza di un bisogno sommerso, che non emergeva dai soli numeri delle liste d’attesa. Le segnalazioni che continuano ad arrivare e gli stessi dati pubblicati dal Comune confermano che quel problema era ed è assolutamente reale.
L’apertura di nuovi nidi e l’aumento dei posti annunciato dall’Amministrazione sono interventi positivi, ma se prima ancora dell’inizio dell’anno educativo restano soltanto cinque disponibilità per tutta la fascia dei piccoli, è evidente che la risposta non è ancora sufficiente rispetto alla domanda reale delle famiglie.
Chiediamo già da ora quindi alla Giunta di rendere pubblico il numero delle domande fuori termine che hanno ricevuto a oggi e che avranno ricevuto al 31 ottobre, data di chiusura della procedura, e di indicare quali interventi intenda mettere in campo già per l’anno educativo 2026-2027. Occorre verificare ogni possibilità di ampliare i posti, rafforzare i servizi domiciliari e gli strumenti di sostegno per il ricorso a baby-sitter qualificate e lavorare a modalità di inserimento più flessibili.
Gli asili nido non sono soltanto servizi educativi: sono un’infrastruttura essenziale per il lavoro, la parità tra donne e uomini e il sostegno alla natalità. La data di nascita di un bambino non può trasformarsi in un anno senza servizi per la sua famiglia e in un ostacolo alla vita professionale di sua madre”. (s.spa.)

