Scuola, Milani (Capogruppo PD) e Barbieri (Presidente Commissione istruzione, formazione lavoro): “Valditara chiarisca sul piano 0-6. Non si penalizzino i territori più in difficoltà”
7 Settembre 2026
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“Il ministro Valditara deve chiarire con urgenza le scelte che il Governo intende assumere sulla revisione del Piano d’azione 0-6 per il periodo 2026-2030. Le anticipazioni relative alla riduzione dal 20 al 10 per cento della quota di perequazione del Fondo destinata all’implementazione dei servizi per l’infanzia destano forte preoccupazione”.
Lo dichiarano Luca Milani, capogruppo PD e Beatrice Barbieri, Presidente della Commissione Istruzione e Lavoro, che sottolineano come “un’eventuale riduzione delle risorse destinate all’apertura di nuovi servizi rischierebbe di colpire proprio quei territori che oggi presentano le maggiori carenze nell’offerta educativa per la prima infanzia”.
“L’obiettivo di una politica nazionale per l’infanzia – proseguono Barbieri e Milani – deve essere quello di ridurre i divari territoriali, non di accentuarli. Il Mezzogiorno continua a registrare livelli di copertura dei servizi per la prima infanzia significativamente inferiori alla media nazionale. È quindi proprio nei territori più fragili che occorre concentrare gli investimenti, sostenendo le amministrazioni nella creazione di nuovi posti nei nidi e nel rafforzamento dei servizi esistenti”.
“Su questo fronte, anche la Toscana ha scelto di investire con convinzione nei servizi educativi per la prima infanzia, riconoscendoli come una componente essenziale delle politiche di welfare, di sostegno alle famiglie e di contrasto alle disuguaglianze”.
“Lo stesso vale per Firenze, dove l’Amministrazione comunale è impegnata quotidianamente nel garantire e potenziare i servizi educativi 0-6, sostenendo le famiglie e lavorando per assicurare un’offerta il più possibile accessibile e di qualità. Nidi e scuole dell’infanzia non sono semplicemente servizi da amministrare, ma rappresentano un investimento sul futuro della città e uno strumento concreto per sostenere la genitorialità, l’occupazione femminile e le pari opportunità”.
“Investire nei servizi educativi significa inoltre investire nel lavoro. L’ampliamento dell’offerta 0-6 deve essere accompagnato da un adeguato rafforzamento degli organici e delle professionalità necessarie a garantire servizi efficienti e di qualità. Per questo è importante che il Comune continui a mettere in campo il proprio impegno sul fronte occupazionale, attraverso nuove assunzioni e il rafforzamento del personale educativo e scolastico. Più servizi significano infatti più opportunità per le famiglie, ma anche nuove opportunità di lavoro e maggiore stabilità per chi opera quotidianamente nei nidi e nelle scuole dell’infanzia”.
“Quello che stiamo facendo a Firenze dimostra che investire nei servizi pubblici significa contemporaneamente sostenere le famiglie, contrastare le disuguaglianze, favorire l’occupazione femminile e creare lavoro. È una scelta precisa di politica sociale e di sviluppo della città, che va sostenuta e rafforzata”.
“Le politiche nazionali devono accompagnare e rafforzare gli sforzi dei territori, non introdurre vincoli o riduzioni di risorse che rischiano di rendere più difficile proprio nei contesti più fragili la possibilità di ampliare i servizi. Lo Stato – concludono Barbieri e Milani – deve accompagnare le amministrazioni più fragili e metterle nelle condizioni di utilizzare efficacemente le risorse, non introdurre meccanismi che rischiano di ampliare ulteriormente le disuguaglianze”. (s.spa.)

